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etimologìa

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal greco etymología].

1) Scienza che studia la derivazione delle parole e la loro origine.

2) Lo stesso che etimo.

Linguistica

L'interesse per l'interpretazione e la spiegazione delle parole si trova, sia pure in forme diverse, presso tutti i popoli fin dall'antichità. Già nelle prime pagine della Bibbia il nome di Adamo è connesso col vocabolo che significa “terra” (in quanto Adamo fu creato da Dio con un impasto di creta) e il nome di Eva è spiegato come “madre dei viventi”. Simili tentativi di etimologizzazione, soprattutto di nomi propri, si trovano abbastanza frequentemente anche nei testi vedici, nei poemi omerici, nei lirici e nei tragici greci. Notevole interesse per i problemi dell'etimologia dimostrarono i filosofi greci, e soprattutto gli stoici, impegnati nella ricerca della “verità” delle parole, cioè della corrispondenza fra il loro aspetto formale (i suoni, o, diremmo oggi, il significante) e l'oggetto designato, o meglio l'impressione da esso provocata. Così, nel Cratilo di Platone si accenna al valore simbolico dei suoni che compongono le parole (i indicherebbe sottigliezza, o rotondità, r movimento). Gli studi etimologici latini, come quelli grammaticali, si sviluppano sotto l'influsso del modello greco, ripetendo sostanzialmente la stessa problematica e gli stessi principi metodologici: il principio etimologico kat'antíphrasin viene ripreso nella progressio ad contrarium (bellum, quod res bella non sit - guerra, perché non è una cosa bella). I giureconsulti romani ricorsero spesso all'etimologia nelle loro interpretazioni di termini giuridici e nell'elaborazione di concetti giuridici. I filosofi e i grammatici medievali continuarono con gli stessi criteri le ricerche etimologiche degli antichi, che si perpetuarono senza apprezzabili progressi fino all'inizio del sec. XIX, quando il sorgere della nuova linguistica storica e comparata, con una più esatta conoscenza delle norme fonetiche che spiegano l'evoluzione storica delle lingue e i loro rapporti genealogici, fornì i presupposti necessari perché si costituisse su basi scientifiche l'etimologia moderna. Il suo fondatore può essere considerato A. F. Pott, che pose a base delle sue ricerche etimologiche sulle lingue indeuropee precise corrispondenze fonetiche. Nel campo delle lingue neolatine le ricerche etimologiche avviate da F. Diez furono continuate da W. Meyer-Lübke. Insieme con l'aspetto formale si venne sempre più approfondendo anche lo studio dei significati delle parole e delle loro evoluzioni e trasformazioni. La geografia linguistica recò poi nuovi contributi che servirono a illustrare meglio la storia delle parole e a spiegare le cause delle loro modificazioni e sparizioni. Si è particolarmente messo in evidenza il concetto di omonimia, o meglio di omofonia, come causa della scomparsa di una parola. § Etimologia popolare (o paretimologia), procedimento per cui il parlante reinterpreta arbitrariamente una parola mutandone il significato o la forma per influsso di un'altra parola simile: il latino periculum ha mutato il suo significato originario di “prova, esperimento” in quello di “pericolo, rischio”, che si perpetua in tutte le lingue romanze, per influsso del latino perire (andare in rovina, perire); rispetto all'italiano vagabondo e al francese vagabond, lo spagnolo e il portoghese hanno vagamundo perché la parola è stata reinterpretata, per etimologia popolare, come vaga-mundo, cioè “giramondo”.

L. Bertolotti, L'etimologia popolare in latino e nelle lingue romanze, Brescia, 1958; V. Pisani, L'etimologia. Storia, questioni, metodo, Brescia, 1967; Y. Malkiel, Linguistica generale, filologia romanza, etimologia, Firenze, 1970; A. Zamboni, L'etimologia, Bologna, 1976; B. Parodi, La parola svelata, Palermo, 1985; G. Di Rosa, N. Rapelli, Dietro la parola, Brescia, 1990.