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etnolinguìstica

sf. [etno-+linguistica, sul modello dell'inglese ethnolinguistics]. Disciplina che studia la lingua nel suo contesto culturale, evidenziando le interrelazioni tra i sistemi linguistici e i diversi tipi di cultura dei vari gruppi etnici. L'etnolinguistica si è sviluppata soprattutto a partire dagli ultimi decenni del secolo XX e ha trovato un humus particolarmente favorevole nello studio delle lingue dei popoli di interesse etnologico. L'indirizzo di ricerca noto come etnolinguistica si è originato nell'ambito dell'antropologia linguistica e pone al centro dell'attenzione i rapporti fra linguaggio e cultura, fra pratiche linguistiche e pratiche culturali, e i nessi conseguenti con i processi cognitivi e il pensiero. A partire dagli studi di F. Boas (1858-1942) e del suo allievo E. Sapir (1884-1939) sulle lingue di diverse popolazioni amerindiane, l'etnolinguistica ha cercato di mettere in luce l'esistenza di importanti nessi fra la “visione del mondo” specifica di un determinato gruppo culturale e le categorie linguistiche, in particolare grammaticali e lessicali del gruppo stesso. Per tale via si è gradatamente consolidata a livello teorico la nozione di “visione linguistica del mondo”, per indicare appunto che il modo peculiare di concepire il proprio orizzonte esistenziale degli esseri umani all'interno di un sistema culturale specifico è fortemente influenzato dalla lingua del gruppo, essendo le categorie linguistiche il principale riflesso delle concettualizzazioni costruite dai dati percepiti dalla realtà esterna. Una tappa importante nella riflessione dell'etnolinguistica è la formulazione della nota “ipotesi di Sapir-Whorf”, dal nome dei due studiosi che l'hanno esposta, secondo cui il linguaggio che parliamo non si limita a registrare ciò che pensiamo, ma influenza il nostro stesso modo di ragionare e di articolare il pensiero. Questa ipotesi, che si configura come una combinazione rigida delle tesi del determinismo linguistico (il linguaggio determina il pensiero) e del relativismo linguistico (non c'è commensurabilità fra sistemi linguistici diversi), è stata fortemente criticata e ridimensionata, per cui se ne accetta solo una versione attenuata, che ammette sì l'esistenza di intensi rapporti fra linguaggio e pensiero e fra linguaggio, pensiero ed esperienza, ma che non comporta rigide implicazioni di carattere filosofico sulla natura del pensiero. Un risultato importante della etnolinguistica si situa nel concetto di interdipendenza teorica tra una lingua e l'altra: ciascuna lingua, infatti, può darsi come teoria linguistica e i dati tratti da una possono rivelarsi utili per l'altra. L'analisi, inoltre, dei rapporti che si determinano tra lingua e cultura, oggetto delle ricerche sul finire del secolo XX, tende a coinvolgere anche studiosi di altre discipline, cosicché i confini dell'etnolinguistica possono dilatarsi fino a lambire quelli della dialettologia e della sociolinguistica.

G. R. Cardona, Introduzione all'etnolinguistica, Bologna, 1976; idem, La foresta di piume. Manuale di etnoscienza, Roma-Bari, 1985.

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