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etnopsichiatrìa

sf. [etno-+psichiatria]. Settore dell'etnologia che si occupa dello studio delle psicosi e delle patologie mentali dei vari gruppi etnici, soprattutto di quelli inseriti in società diverse da quelle originarie o messi forzatamente in contatto con il modo di vita occidentale. Vengono studiati l'atteggiamento, il comportamento e il modo di reagire di singoli e gruppi, con lo scopo d'individuare terapie e metodiche di approccio che consentano il superamento dello stato di “malattia”. Il campo d'indagine, in origine, si limitava allo studio degli squilibri psichici, in rapporto alle strutture sociali, di una data popolazione e alla definizione e classificazione dei modi che vengono seguiti tradizionalmente per reintegrare i singoli nell'ambito del proprio gruppo. In seguito, l'etnopsichiatria ha iniziato a studiare il comportamento sociopsicologico (per cui si parla anche di etnopsicologia) delle popolazioni che, per l'impatto con le società industriali, hanno subito un notevole processo di deculturazione anche nell'ambito del proprio paese, fenomeno crescente nelle periferie delle grandi città dei Paesi meno sviluppati. Un contributo notevole è stato dato a questa disciplina dall'etologia umana.