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fòrte¹

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Lessico

agg., sm. e avv. [sec. XIII; latino fortis].

1) Agg., che è dotato di forza fisica o morale, che è in grado di sopportare dure prove materiali o spirituali: uomo forte , di costituzione forte ; è forte come un toro; avere un carattere forte ; braccia, fianchi forti, eufemistico, piuttosto grassi, formosi; sesso forte, quello maschile; farsi forte, farsi coraggio, resistere; farsi forte di qualche cosa, farsene un motivo di sicurezza; essere forte in latino, in disegno, nel salto in alto, essere molto abile, bravo, esperto, sicuro; essere un forte mangiatore, un forte camminatore, mangiare, camminare molto; dar man forte a qualcuno, aiutarlo, sostenerlo; il piatto forte del pranzo, il piatto principale; il pezzo forte di un attore, di un cantante, l'opera, il brano in cui eccelle, in cui dà prova delle sue migliori capacità; è più forte di me, si dice per lo più di un bisogno istintivo che non si riesce a contenere; governo forte, quello che fa severamente rispettare le leggi e valere la sua autorità; nazione forte, potente; esercito forte, numeroso e ben armato; squadra, organizzazione, partito forte, capace di funzionare bene, che sa resistere, imporsi sugli altri. Per estensione, di luogo, fortificato, difficilmente espugnabile, che si difende bene, sicuro: una posizione forte; una città molto forte. Antico, denso di vegetazione, impraticabile, malagevole: “esta selva selvaggia e aspra e forte” (Dante).

2) Di cosa, che resiste alle sollecitazioni di forza, solido, robusto, tenace; che non si rompe né si deforma o deteriora facilmente: filo, fibra forte; colore forte, che non sbiadisce facilmente. Fig.: sono uniti da un legame affettivo molto forte.

3) Grande, ingente, notevole: una forte somma; c'è una forte differenza. Per estensione, potente, violento, veemente: febbre, tosse forte; un forte vento. Di sentimento o sensazione, profondo, intenso: una forte passione; una forte antipatia; un forte mal di denti. In particolare, ragionevole, fondato: ho un forte motivo per crederlo; ci sono forti sospetti su di lui.

4) Dato con forza: un pugno, uno schiaffo forte; una forte spinta. Fig., che colpisce con violenza i sensi: luce, rumore forte; odore, sapore forte, acre, acuto; liquore forte, ad alta gradazione alcolica; vino forte, di gradazione elevata o che sa di aceto; parole, frasi forti, severe, gravi, offensive; un'espressione un po' forte, piuttosto sconveniente, volgare. Con accezioni particolari: A) In fonetica, suono forte, quello che si proferisce con maggiore energia degli altri ed è quindi più intenso; consonanti forti, quelle sorde, in contrapposizione alle consonanti dolci: p, t, k sono consonanti forti. B)In grammatica, forma forte, di una forma verbale che ha l'accento su una sillaba del tema. C) In musica, di indicazione dinamica, abbreviata in F e f, che prescrive un robusto grado di intensità sonora; ulteriori aumenti dell'intensità sono indicati con ff o fff (fortissimo). D) In chimica, si dice di acido e base o, più in generale, di un elettrolita che in soluzione presenta un elevato grado di dissociazione.

5) Sm., persona forte, specialmente moralmente: la pazienza è la virtù dei forti.

6) La parte più solida e resistente di qualche cosa: il forte dell'esercito, la sua parte più compatta e numerosa; il forte della battaglia, il culmine, il punto più cruciale di essa. In particolare: A) la zona di maggior larghezza di una nave a vela. B) In numismatica, moneta di lega o di peso migliore rispetto ad altra precedente o seguente. Tra i forti più noti, l'ottavo di grosso emesso da Edoardo conte di Savoia (1323-29) e dai suoi successori. Fig., ciò in cui una persona è più esperta, più abile: la matematica è il suo forte; cantare non è il mio forte.

7) Sapore, odore forte, acre, acido: il vino ha preso il forte.

8) Avverbio, con forza, energicamente: battere forte; tenetevi forte. Con violenza: il vento soffia forte. A voce alta: non gridare così forte.

9) Molto, assai: dubito forte che venga; è uno che mangia, che fuma forte; lavorare forte; giocare, puntare forte, grosse somme di danaro. Anche dopo un agg.: sei stato villano forte. Velocemente: camminare, correre forte; andare forte, fig., operare con decisione e abilità, avere successo: è uno che va forte.

Linguistica: verbi forti

Nel sistema verbale germanico si dicono verbi forti quelli che formano il preterito e il participio passato senza il morfema in dentale tipico dei verbi deboli, ma con la variazione apofonica del vocalismo radicale. Le lingue germaniche presentano anche una flessioneforte dell'aggettivo, che segue la declinazione dei temi in vocale con alcune desinenze di origine pronominale, distinta dalla flessione debole, solitamente usata quando l'aggettivo è preceduto dall'articolo o da un pronome dimostrativo, che segue la declinazione dei temi in nasale. Questa duplice flessione dell'aggettivo sopravvive ancora nel tedesco moderno dove si ha guter Freund (buon amico; flessione forte), der gute Freund (il buon amico; flessione debole). § In greco è detto forte l'aoristo tematico per distinguerlo da quello debole o sigmatico. § In ebraico sono detti forti i verbi che hanno le tre consonanti radicali inalterabili.