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fòrza (lessico)

sf. [sec. XIII; latino tardo fortia, da fortis, forte].

1) Vigore del corpo, energia muscolare: la dei muscoli, delle gambe; rimettersi in , in , riprendere la salute e l'energia perdute; bella !, che !, si dice con ironia a chi ha compiuto un'azione estremamente facile; bruta, non guidata dalla ragione; a tutta , col massimo sforzo; fare , esercitare uno sforzo; giochi, esercizi di , esercizi di atletica pesante; a , con sforzo. !, escl. con cui si incoraggia chi è impegnato in uno sforzo. Fig., capacità di resistere, vigore, energia morale: d'animo, di carattere; questo è superiore alle mie ; far , dar a , infondergli coraggio; a di, indica azione ripetuta e insistente: a di insistere ha ottenuto ciò che voleva. § In diritto penale, maggiore, causa esterna al soggetto, proveniente dalla natura o dall'uomo, per effetto della quale il soggetto stesso agisce in stato di necessità. Chi agisce per causa di forza maggiore, anche se commette reato, non è punibile (art. 45 Codice Penale). Nel diritto civile, la causa di forza maggiore, costituendo ostacolo imprevedibile e insormontabile, si configura nell'inadempimento senza colpa. In statistica, forza di mortalità.

2) In fisica, causa che tende a modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo o a produrre una deformazione dei vincoli che impediscono al corpo di muoversi; la forza in qualità di grandezza vettoriale viene rappresentata mediante vettore. In meccanica quantistica il termine forza è sostituito da interazione. Per la aerodinamica vedi aerodinamica e per la di legame vedi legame. In particolare, il concetto filosofico di forza, difficilmente definibile, per la sua connessione con l'uso scientifico e con il concetto di energia; in generale, è la causalità inerente a un soggetto agente, considerata come principio capace di generare effetti. Per estensione, ogni causa che esercita un'azione capace di produrre effetti: la ; la ;per , per necessità, come conseguenza necessaria; le , gli agenti fisici, e specialmente lo scatenarsi degli agenti atmosferici. In particolare, potere di influire sugli animi, causa che esercita un'azione sulla nostra volontà: la ; la .

3) Violenza, costrizione: sottomettere con la ; far a , costringerlo a fare qualche cosa contro la sua volontà; far a se stesso, riuscire a dominarsi; di , con la prepotenza; a , a viva , con la violenza; o per amore o per , o di propria volontà o perché costretti; per , necessariamente; accettare per , controvoglia, a malincuore; vuole per aver ragione lui, a tutti i costi. Proverbio: “Contro la forza la ragion non vale”, la ragione non riesce a vincere contro la violenza.

4) Efficacia, valore: la di un discorso, di un principio morale; la del vino, la sua gradazione alcolica; provvedimento che ha di legge, che è vincolante allo stesso modo di una legge; in di, a norma di, in base a: fare valere le proprie ragioni in del contratto; di prima , di prim'ordine, detto specialmente di chi eccelle in un'arte, in un'attività e simili.

5) Gruppo di persone considerate in relazione a ciò che rappresentano, agli effetti che producono: le lavorative; le rivoluzionarie; le Forze Armate, unità terrestri, marittime e aeree che lo Stato arma per la difesa; pubblica, il complesso dei corpi preposti alla pubblica sicurezza (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri) o che in diversa misura vi concorrono (Guardia di Finanza, Corpo degli agenti di custodia, Guardia Forestale); bilanciata, l'aliquota degli uomini che il bilancio dello Stato consente di tenere alle armi; alle armi, il complesso dei militari in servizio; in congedo, i cittadini non alle armi, soggetti a obblighi militari; organica, quella prevista per una determinata unità dalle tabelle organiche (di pace o di guerra); effettiva, il totale dei militari iscritti nei ruoli di un determinato reparto; assente, il totale dei militari non presenti al reparto per motivi vari (servizio, licenza, infermità); presente, la forza effettiva diminuita della forza assente; essere in a, essere iscritto nei ruoli di un dato corpo: è in al terzo alpini; in , con grande spiegamento di mezzi: accorrere in ; di lavoro, insieme degli individui, appartenenti a una data popolazione, che sono occupati a tempo pieno o parziale, oppure disoccupati o in cerca di prima occupazione. § Nel pensiero di K. Marx la lavoro è la capacità, tipica ed esclusiva dell'uomo, di produrre beni materiali utilizzando e modificando, con il suo intervento attivo, le risorse che la natura gli offre. Secondo l'analisi economica e sociologica di K. Marx, la forza lavoro è la principale delle forze produttive, in quanto, a differenza delle altre, che sono le risorse naturali, le attrezzature materiali (macchinari, arnesi ecc.), la scienza, solo essa, ha la capacità di creare valore. Nella società capitalistica, secondo Marx, i lavoratori, essendo privi della proprietà dei mezzi di sussistenza, sono costretti a vendere la loro forza lavoro ai capitalisti, in cambio di un salario che è però inferiore al valore che la forza lavoro crea. Di conseguenza, nello schema marxiano, lo sfruttamento della forza lavoro è il cardine dell'intero sistema economico e sociale del capitalismo.

6) In psicologia, nelle teorie di campo, modalità secondo cui si tende a raggruppare gli stimoli secondo la loro configurazione. Vengono distinte forze di coesione, che tendono a rendere le configurazioni omogenee, e forze di freno, che sono eterogeneizzanti, e tendono a disgregare gli stimoli. L'assetto del campo dipenderebbe dall'equilibrio che si instaura tra questi due tipi di forze.

7) In tipografia, di corpo, lo stesso che corpo.

8) In marina il termine è usato impropr. per potenza nelle loc.: mezza , tutta ecc., indicanti l'andatura della nave con le motrici sviluppanti metà potenza, tutta la potenza ecc. In particolare: di vele, lo stesso che vele di caccia; mare ..., seguito da un numero, indica lo stato del mare secondo una certa scala; vento ..., seguito da un numero indica lo stato del vento secondo la scala internazionale di Beaufort.

9) Nel gioco dei tarocchi, una delle 22 figure che fanno parte degli “arcani maggiori” o “trionfi”.

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