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fórma (musica)

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schema secondo il quale si articola una composizione musicale. Nella storia della musica d'arte occidentale, è possibile isolare alcuni fondamentali schemi costruttivi cui si sono conformati i compositori nell'organizzazione delle loro opere. Tali schemi si riferiscono alle caratteristiche più generali ed estrinseche della forma musicale, e la loro tipologia ha un valore affatto empirico e didascalico, in quanto prescinde da una serie di elementi di primaria importanza nella definizione della struttura di una composizione: scale, intervalli, tonalità, consonanza e dissonanza, metro, ritmo, organizzazione degli incisi, delle frasi e dei periodi, trattamento armonico e contrappuntistico, timbro, rapporto con il testo, ecc. Essa, inoltre, non prende in considerazione la concreta dimensione stilistica, storicamente motivata e determinata dell'opera musicale, né i suoi valori propriamente estetici che, in senso stretto, fanno di ogni forma musicale artisticamente realizzata un unicum, che nella sua individualità e irripetibilità è renitente a ogni classificazione. Precisati questi limiti, le forme musicali si possono suddividere in semplici e complesse.

Forme semplici

Le forme semplici consistono in un unico movimento, che può articolarsi al suo interno in più episodi distinti. Si dividono a loro volta in: forme basate sulla giustapposizione o l'alternanza di sezioni simmetriche; forme caratterizzate da uno sviluppo continuo, prive al loro interno di ritorni (in tedesco composizioni di questo genere si definiscono Durchkomponierte, in inglese through-composed, termini di cui manca l'equivalente italiano). Tra le prime si hanno: variazione (a, a', a”... ecc.), forma binaria (a, a'; a, b), forma sonata, forma ternaria (a, b, a), rondò (a, b, a, c, a), rondò-sonata (a, b, a, c, a, b, a), forme medievali (ballade, ballata, rondeau, virelai, ecc.). Tra le seconde: forme del canto gregoriano, organum, mottetto medievale, composizioni su corali, recitativo; forme basate sul contrappunto imitato (mottetto rinascimentale, ricercare, fuga, fugato, ecc.).

Forme complesse

Le forme complesse sono costituite da più movimenti e si dividono in: strumentali (sonata, concerto, sinfonia, suite, ecc.) e vocali (opera, oratorio, cantata, messa, passione, ecc.). Una ulteriore distinzione, utilizzata soprattutto nell'ambito del melodramma tradizionale, si opera tra forme chiuse (per esempio, arie, duetti concertati, ecc.) e forme non dotate di una specifica connotazione architettonica (per esempio, il recitativo). È da notare che i menzionati schemi formali (suscettibili di interpretazioni molteplici, secondo il punto di vista dal quale si considera una determinata composizione, che risulta comunque sempre più complessa – come si è detto – rispetto all'astrazione riduttiva e univoca della teoria) mal si adattano a essere applicati alla musica contemporanea e in particolare alle espressioni dell'avanguardia.

G. Altmann, Musikalische Formenlehre, Berlino, 1960; R. Nielsen, Le forme musicali, Bologna, 1961; I. Spink, An Historical Approach to Musical Form, Londra, 1967; P. Tronion, Elementi di armonia tonale di metrica e di forma musicale, Udine, 1989.