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fùlmine

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino fulmen-ínis, dalla radice di fulgēre, lampeggiare].

1) Repentino susseguirsi di scariche elettriche tra nube e suolo, tra nube e nube o tra due punti di una medesima nube, che si verifica quando tra due campi elettrici opposti si raggiungono differenze di potenziale calcolate tra 107 e 109 volt, sufficienti a vincere la resistenza del dielettrico atmosferico. Spesso usato come sinonimo di lampo: i fulmini illuminavano la notte; fulmine globulare, fulmine a rosario, .

2) Fig., per indicare impeto, velocità, minaccia: quell'uomo è un fulmine; lanciare fulmini dagli occhi;fulmine a ciel sereno, avvenimento imprevisto, improvviso e spiacevole; colpo di fulmine, innamoramento improvviso; i fulmini della Chiesa, le scomuniche; fulmine di guerra, condottiero che opera con rapidità e coraggio.

Meteorologia

Nella scarica tra fulmine e terreno inizialmente si muove verso il suolo, seguendo la via di minor resistenza, un flusso di cariche negative (scarica pilota o guida): il percorso, tortuoso e ramificato, viene coperto a scatti successivi della lunghezza media di una cinquantina di metri, intervallati da pause di 30-50 microsecondi. Quando la scarica pilota è prossima al suolo, da questo parte a incontrarla una scarica positiva molto più veloce: si forma quindi un canale altamente ionizzato lungo il quale si possono succedere con brevi intervalli parecchie scariche ora non più a scatti, ma continue, che nel complesso raggiungono la durata di pochi decimi di secondo e raramente di un secondo. Le scariche non sono percepibili separatamente dall'occhio umano e pertanto si ha l'impressione di un unico effetto luminoso, il lampo, accompagnato solitamente dal fenomeno acustico del tuono. La lunghezza visibile di un fulmine è variabile da qualche centinaio a qualche migliaio di metri: particolarmente lunghe, anche se di spessore esiguo, possono risultare le scariche tra nubi. Le scariche elettriche di un fulmine raggiungono intensità massime assai elevate, da 10.000 fino a 200.000 ampère, ma a causa della brevissima durata la quantità di elettricità è modesta, con valori medi di 20 coulomb; l'energia termica liberata risulta dell'ordine di qualche miliardo di calorie, mentre la temperatura tocca i 15.000 ºC, provocando il repentino riscaldamento dell'aria con successiva violenta espansione esplosiva, responsabile della formazione di onde d'urto che producono il tuono. Se i fulmini da un lato hanno effetti spesso disastrosi sugli oggetti colpiti (esplosione, fusione, carbonizzazione, volatilizzazione, ecc. secondo la natura degli oggetti e le condizioni ambientali) e sono tra le cause principali degli incendi di foreste, dall'altro consentono di mantenere invariato il bilancio elettrico della Terra e contribuiscono a formare sostanze azotate nel terreno fornendo l'energia necessaria a fissare azoto atmosferico sotto forma di nitrocomposti. Il fulmine produce effetti termici e meccanici notevoli, soprattutto se colpisce oggetti a elevata resistenza elettrica, mentre su corpi conduttori i danni sono generalmente limitati. I corpi più esposti al fulmine sono quelli puntiformi e buoni conduttori (campanili, antenne, alberi, ecc.) che vengono caricati elettricamente per induzione dalle nubi temporalesche. Per la protezione di edifici e di manufatti dai fulmini, notevole efficacia hanno gli impianti di parafulmini, mentre particolari accorgimenti sono adottati per la protezione delle linee aeree di trasmissione dell'energia elettrica.

Etnologia

Nei miti australiani il fulmine è visto come un serpente che penetra nella terra (il che implica anche un simbolismo fallico). Più spesso il fulmine è stato considerato come un'arma divina: il fulmine come tale nelle mani di Zeus, oppure il martello Miöllnir, arma del dio germanico Thor. Nelle culture primitive e nelle credenze folcloristiche di molti popoli anche europei, il fulmine è rappresentato come una pietra lanciata dal cielo, che penetra nella terra per poi risalire gradualmente alla superficie.