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facilitazióne

sf. [sec. XVI; da facilitare]. Atto ed effetto del facilitare. § Nella pratica commerciale, facilitazione di pagamento, concessioni di sconti, abbuoni e rateizzazioni di pagamento che sono accordate dal venditore ai suoi clienti. Nelle banche, le facilitazioni di cassa consistono nel differimento di qualche giorno di pagamenti già stabiliti per contanti; facilitazioni di credito sono invece le anticipazioni a breve e brevissimo termine, accordate a un cliente per far fronte al mancato collegamento fra riscossioni e pagamenti. § In psicologia, fenomeno attraverso il quale un soggetto è in grado di rispondere con maggiore facilità a uno stimolo, se questo è accompagnato, o è stato preceduto, da un altro stimolo idoneo. § In etologia, facilitazione sociale, fenomeno per cui il manifestarsi di un determinato modulo di comportamento in un animale ne facilita la comparsa in altri che si trovano nelle vicinanze. È caratteristica di quegli animali che tendono a trascorrere tutto o parte del loro tempo in gruppi. Attraverso la facilitazione sociale è possibile la sincronizzazione di talune reazioni comportamentali, come per esempio il levarsi in volo degli stormi di uccelli, con conseguente influenza positiva sulla coesione del gruppo. Secondo K. Lorenz, la facilitazione può essere considerata una forma di apprendimento primitiva. § In neurologia, diminuzione della resistenza incontrata dalla progressione dello stimolo nervoso nel passaggio da un neurone all'altro, con conseguente facilitazione della conduzione nervosa a quel livello: l'impulso nervoso, tra diverse fibre vicine, sceglie il percorso facilitato.

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