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fanterìa

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sf. [sec. XIV; da fante]. Arma costituita dai combattenti a piedi. Per fanteria corazzata, vedi corazzato (truppe corazzate).

Cenni storici

Negli antichi eserciti greci e romani, la fanteria era l'arma che decideva le sorti del combattimento. Durante il feudalesimo la fanteria subì un forte declino poiché gli eserciti erano basati soprattutto sulla cavalleria. Le crociate riproposero la fanteria come un efficace strumento di battaglia e la tendenza a rivalutare l'arma a piedi si accentuò nelle milizie dei Comuni italiani trovando un ideale completamento nel Rinascimento con le compagnie di ventura. Da allora le ordinanze della fanteria divennero sempre più agguerrite e tali da opporsi con successo alle cariche della cavalleria. Anche negli eserciti inglesi, spagnoli, tedeschi, svizzeri, la fanteria fu considerata un'arma fondamentale. Tra il sec. XIV e il XVII si divideva in reparti forniti di armi bianche (picchieri e alabardieri) e in reparti forniti di armi da fuoco (archibugieri e moschettieri). Questi ultimi dovevano rompere le file nemiche che venivano poi caricate con l'arma bianca. L'invenzione della baionetta da inastare sul fucile rilanciò ulteriormente la fanteria che grandi condottieri come Federico II di Prussia e Napoleone I impiegarono magistralmente. Dalla guerra franco-prussiana del 1870-71 l'armamento della fanteria subì una notevole evoluzione per cui aumentò considerevolmente la capacità di fuoco. Protagonista della guerra mondiale, la fanteria (l'arma più impegnata e che subì le maggiori perdite) perfezionò i sistemi d'attacco sostituendo alle dense ondate d'assalto formazioni più snelle e diradate, così come la difesa si concentrò nei punti di maggior interesse tattico, abbandonando la formazione difensiva a cordone continuo. L'esperienza della prima guerra mondiale orientò l'organizzazione e l'addestramento della fanteria verso una sempre maggiore interdipendenza tra il fuoco e il movimento. La tradizionale funzione della fanteria parve tuttavia essere cancellata dall'impeto delle forze corazzate tedesche che in una prima fase della prima guerra mondiale travolsero le fanterie polacche, francesi e russe, ma l'equilibrio venne ristabilito a vantaggio della fanteria con il potenziamento delle armi contro-carro e delle aliquote di artiglieria a sostegno dei fanti. La fanteria riprese così la sua funzione d'arma fondamentale nell'attacco come nella difesa, con una rilevante capacità di fuoco grazie al continuo potenziamento delle sue armi.

La fanteria italiana

La fanteria italiana ha illustri tradizioni e origini lontane che si possono far risalire alle milizie comunali che si imposero alla cavalleria imperiale. Costituitosi l'esercito italiano, i reggimenti di fanteria già dell'esercito sardo vi portarono i loro nomi e le loro tradizioni, cosicché si può dire che i più antichi reparti di fanteria dell'esercito italiano (anche dell'attuale) sono i diretti eredi degli antichi reparti sabaudi. La fanteria partecipò a tutte le guerre d'indipendenza e diede il massimo di sé durante la prima guerra mondiale. Anche il secondo conflitto mondiale vide la fanteria italiana, nelle sue varie specialità, impegnata su tutti i fronti di guerra. L'esercito italiano ha ancora uno dei suoi massimi punti di forza nella fanteria; potentemente armata sia nella dotazione individuale sia in quella dei reparti, meccanizzati o largamente motorizzati, anche se il combattimento a piedi rimane la caratteristica di quest'arma e, carristi a parte, delle sue specialità. I reparti di impiego della fanteria sono: la squadra, il plotone, la compagnia e il battaglione, che è l'unità tattica fondamentale della fanteria. Il reggimento di fanteria, insieme di più battaglioni, è scomparso dall'ordinamento dell'esercito italiano in seguito alla sua ristrutturazione, iniziata nel 1976.

Fanteria di marina

Per fanteria di marina, si intendono speciali reparti militari addestrati e attrezzati per operazioni di sbarco. L'origine di questi reparti risale ai Greci dell'età classica e ai Romani dell'epoca delle guerre puniche ed ebbero un vigoroso impulso quando le grandi nazioni marittime si dedicarono alle conquiste transoceaniche. Con l'andare del tempo si costituirono dei veri reggimenti di fanteria di marina, i quali, pur imbarcati sulle navi da guerra, avevano compiti e amministrazione distinti da quelli dell'equipaggio delle navi. Nella marina italiana vi erano due reggimenti di fanteria di marina che derivavano dai reggimenti “Real Navi” dell'esercito sabaudo; i due reggimenti vennero sciolti nel 1880 e i loro compiti affidati alle compagnie da sbarco costituite con elementi dell'equipaggio delle navi da guerra. Durante la prima guerra mondiale furono ricostituiti reparti di fanteria di marina, attualmente rappresentati dal battaglione San Marco.