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fare

v. tr. e intr. (aus. avere; ind. pr. fàccio, non com. fò, fai, fa o ant. e lett. face, facciamo, fate, fanno; imperf. facévo, ecc. oppure ant. e lett. la terza pers. sing. e pl. féa e féano; prem. féci, facésti, féce, facémmo, facéste, fécero oppure ant. e lett. féi, fésti, fé o féo, fémmo, féste, fénno o férono o féro o féciono; fut. farò, ecc.; congt. pr. fàccia, ecc.; imperf. facéssi o ant. e lett. féssi, ecc.; cond. pr. farei o ant. e lett. farìa, farésti, ecc.; impt. fai o fa' o fa, fate; gerundio facèndo; ppr. facènte; pp. fatto) [sec. XII; latino facĕre].

1) Tr., esprime un'azione generica del soggetto. In particolare: A) Senza un complemento oggetto, indica attività in genere, agire, comportarsi in un certo modo: non so che cosa fare; non so se faccio bene o male; ho da fare, sono occupato; fare in modo di, seguito da un verbo all'infinito, cercare, sforzarsi di: fate in modo di convincerlo;fare di tutto per, tentare tutto il possibile; non c'è niente da fare, tutto è inutile; fare tanto che, adoperarsi in tutti i modi per ottenere qualche cosa: ha fatto tanto che ho dovuto accettare;fare e disfare, agire a proprio modo, spadroneggiare; fare per due, per quattro, fare quello che farebbero due, quattro persone; lasciar fare, non intervenire; darsi da fare, adoperarsi per un determinato fine; sapere, saperci fare, essere abile in qualche cosa; non faccio per dire, per rinfacciare, non ho il deliberato scopo di dire, di rinfacciare; non fare(altro) che, insistere in qualche cosa: non fa altro che criticare; avere a che fare con qualcuno, avere rapporti con lui, dover fare i conti con lui; farsela con qualcuno, intendersela, avere con lui rapporti più o meno intimi. Proverbio: “chi fa da sé fa per tre”, non bisogna contare sull'aiuto degli altri. B) Seguito da un nome senza l'articolo, esprime per lo più l'azione equivalente a quella del verbo corradicale al nome stesso, o comunque l'intera loc. assume significato verbale: fare paura, impaurire; fare onore, onorare; fare sosta, sostare; fare attenzione, stare attento; fare colpo, colpire, impressionare; fare silenzio, stare zitto; fare fronte, affrontare, fronteggiare qualche cosa o qualcuno; fare luce, illuminare, chiarire; fare capo a, dipendere; fare rotta per, di nave o aereo, dirigersi verso un dato luogo; fare figura, fare una buona impressione, avere un bell'aspetto; fare caso a qualche cosa, prestarle attenzione; fare presa, di sostanze adesive, attaccare; fig., avere effetto, colpire: idee che fanno presa sulle masse;fare notizia, di avvenimento che suscita forte interesse, specialmente giornalistico; fare festa, festeggiare; fare giudizio, mettere la testa a posto; fare fortuna, arricchirsi; fare fuoco, accenderlo, sparare; fare coraggio, rincuorare, incoraggiare; fare numero, accrescerlo con la propria presenza; fig., non portare nessun contributo.

2) Avere una data funzione, trovarsi in una determinata posizione sociale. In particolare: A) Esercitare un'arte, una professione, un mestiere: fare il pittore, il medico, il muratore; occupare un ufficio, una carica: fare il preside, il questore; esplicare determinate funzioni transitorie senza averne i titoli prescritti: faccio il segretario dell'assemblea;fare da, esplicare, svolgere, assolvere le stesse funzioni di: mi ha fatto da maestro; un libro gli faceva da cuscino. B) Assumere un determinato atteggiamento, comportarsi come: fare il signore, il superuomo; fare lo spiritoso. C) Frequentare: che classe fai?

3) Produrre un determinato risultato, realizzare qualche cosa con la propria attività materiale o spirituale: la musica fa allegria; il terremoto ha fatto molti danni; un quadro fatto da Raffaello. In particolare, con significati definiti di volta in volta dal contesto: A) Creare: l'universo è stato fatto da Dio; produrre: una ditta che fa scarpe; alberi che fanno molti frutti; compiere: fare una buona azione; preparare, cucinare: fare la cena, la pastasciutta; eseguire: fare i compiti; di spettacolo, rappresentarlo: fanno un'opera di Pirandello; trascorrere: fare le vacanze al mare; partorire: la micia ha fatto i gattini. B) Rendere: fare la casa bella; voglio farti contento; eleggere, nominare: lo hanno fatto cavaliere. C) Raccogliere: fare legna; fare erba; far soldi o i soldi, guadagnare parecchio, diventare ricco; provvedersi, rifornirsi di qualche cosa: fare benzina;fare rifornimento, fare il pieno, s'intende per lo più di benzina; fare acqua; il rubinetto fa acqua, nel senso di versare, perdere. D) Dare come risultato: due più due fa quattro; contare, raggiungere il numero di: l'Italia fa circa cinquantatré milioni di abitanti; segnare: l'orologio fa le otto;fare mezzanotte, fare l'ora di pranzo, occupare il tempo in qualche cosa fino a tale ora; pesare, costare: quanto fa tutto questo? E) Credere, stimare, reputare: ti facevo più intelligente; dire, pronunciare: non voglio fare nomi; non fece una parola; imitare: fare il verso del gufo. F) Talvolta si usa per evitare la ripetizione di un verbo precedente da cui è specificato: si alzò alle sei come era solito fare; vorrei dirglielo, ma non so come fare. G) In molte loc. acquista significati particolari: fa' tu, decidi tu, agisci come vuoi; faccia, faccia pure, espressione di cortesia con cui si invita una persona a mettersi a suo agio; fare presto, tardi, compiere un'azione, giungere in un posto in anticipo o in ritardo rispetto al previsto; fa' presto, sbrigati; farsi una ragione, rassegnarsi; fare la barba, raderla; farsi le unghie, le mani, curarsele; fare la fame, patirla, vivere in condizioni economicamente disagiate; non fa nulla, non importa; farcela, riuscire in un intento, in una prova; farla a qualcuno, imbrogliarlo, farlo cascare in un tranello, vincerlo; farla franca, scampare a un pericolo, a un castigo; farla sporca, grossa, combinare qualche cosa di losco, un grosso pasticcio; farla finita, portare a conclusione una data faccenda, un legame; in particolare, uccidersi; fare a pezzi, rompere, spezzare; fare fuori qualcuno, ucciderlo; per estensione, eliminarlo dalla concorrenza; fare una strada, percorrerla; fare o farsi strada, facilitare l'ingresso in un luogo, avanzare nella carriera, conquistarsi una posizione di prestigio. H) Con un soggetto di cosa spesso sottinteso: fa tipo, è originale; fa fino, chic, è fine, elegante; fa atmosfera, la crea; fa molto casa di campagna, dà proprio l'impressione di una casa di campagna. I) In unione con la particella pron., indica un'intensa partecipazione del soggetto all'azione: farsi una passeggiata; riuscire ad avere, procurarsi, conquistarsi: ti sei fatto la macchina nuova.

4) Seguito da un infinito acquista valore causativo. In particolare: A) Costringere, indurre a, mettere in condizione di: fare piangere, ridere; mi hai fatto perdere la pazienza. B) Lasciare, permettere di: fammi vedere meglio.

5) Rifl., diventare: farsi frate; farsi amico di qualcuno; farsi bello. Anche delle condizioni atmosferiche: si è fatto giorno; si fa buio. Presentarsi, affacciarsi: farsi alla finestra; fatti più in là, spostati; farsi avanti. Nel gergo giovanile, assumere una dose di sostanza stupefacente, drogarsi. In tal senso freq. l'uso del pp. come agg., drogato, in preda agli effetti allucinogeni degli stupefacenti: sembrava completamente fatto.

6) Intr., adattarsi, convenire, essere utile: questa vita non fa per te; questo fa proprio al caso mio.

7) Compiersi, detto di un periodo di tempo trascorso: oggi fanno tre mesi da quando sono tornato. Si usa specialmente nella terza pers. sing. dell'ind. pr., anche riferito a un pl., per indicare che un certo tempo è trascorso rispetto al presente: un anno fa; molto tempo fa. Indica le condizioni meteorologiche, in costruzioni impers.: fa freddo, farà bel tempo.

8) Giocare, gareggiare (specialmente seguito dalla prep. a):fare a nascondersi; fare a chi vince;fare a pugni, a botte, picchiarsi; fare a (o in) tempo, riuscire, giungere in tempo; fare senza, fare a meno di qualche cosa, privarsene, rinunciarvi, non utilizzarla; fare a metà, a mezzo, dividere in due, spartire.

9) Anche sm., l'agire, l'operare; lavoro, attività. Anche modo di agire, di comportarsi, di trattare; contegno, portamento: ha un fare gentile; il suo fare non mi piace; sul fare di, a imitazione, a somiglianza di; momento, fase iniziale, principio: sul fare della notte.

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