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febronianésimo

sm. [dal nome del fondatore]. Dottrina di G. Febronio che nega la potestà di giurisdizione del papa sulle Chiese nazionali e non riconosce di conseguenza i nunzi e i legati papali a esse inviati. Secondo Febronio, la pienezza di potestà appartiene solo al concilio e il suo esercizio da parte del papa è un'usurpazione. I principi di questa dottrina furono proclamati al Congresso di Coblenza (1769) e riaffermati nella “Puntazione di Ems” (1786), in cui fu chiesta la soppressione del ricorso a Roma, delle nunziature, ecc., proponendo come giudici di prima istanza il vescovo e in seconda istanza l'arcivescovo. Condannato dalla Chiesa, il febronianesimo ebbe però larga influenza sulla politica religiosa di Giuseppe II in Austria e di Pietro Leopoldo nel Granducato di Toscana.