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feocromocitòma

sm. (pl. -i) [da feocromocita+-oma]. Tumore delle cellule cromaffini, di solito benigno, che insorge nella midollare del surrene (ma anche in altri tessuti cromaffini), caratterizzato sintomatologicamente da un'aumentata secrezione di catecolamine (adrenalina e noradrenalina). Difficilmente questo tumore induce sintomi da compressione e solo raramente possono svilupparsi metastasi nelle linfoghiandole regionali, nel fegato, nelle ossa. La pericolosità del tumore dipende dall'aumentata sintesi di catecolamine che provocano crisi ipertensive anche gravi ma intermittenti (legate cioè ai momenti in cui il tumore secerne i suoi prodotti), tachicardia, respiro accelerato, mal di testa, nausea e vomito, disturbi della vista e sintomi ansiosi simili agli attacchi di panico. La diagnosi viene formulata mediante esame radiologico delle regioni renali, pielografia e pneumografia. La terapia è chirurgica, ma solo dopo aver stabilizzato con farmaci la secrezione delle catecolamine, poiché un loro rilascio massiccio durante l'intervento può essere pericoloso.

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