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ferrobattèri

sm. pl. [sec. XX; da ferro+batterio]. Batteri dei generi Leptothrix, Crenothrix, Gallionella, Spirophyllum, capaci di ossidare ioni ferrosi a ferrici, ricavando da tale processo l'energia necessaria all'organicazionechemiosintetica del carbonio. I ferrobatteri solo in determinate condizioni possono vivere da saprotrofi; si trovano prevalentemente negli acquitrini e nelle maremme ricche di ferro, dove le colonie filamentose o gli individui isolati formano pellicole superficiali iridescenti. Le cellule possiedono una netta polarità fisiologica per cui introducono Fe++ da un polo e lo emettono sotto forma di Fe+++ dall'altro. L'idrossido di Fe(III) che si forma dalla reazione impregna una massa gelatinosa che circonda le colonie e che può essere molto abbondante. I composti ferrosi che vengono ossidati sono prevalentemente FeO, che viene trasformato in Fe₂O₃, e il carbonato ferroso FeCO₃, che deriva dalla degradazione atmosferica di rocce contenenti ferro. Si fa risalire all'azione dei ferrobatteri la maggior parte dei depositi lacustri di ferro delle paludi. Non di rado i ferrobatteri riescono dannosi agli impianti idrici, in quanto provocano incrostazioni che occludono le condutture e sono causa di inquinamento per l'acqua.

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