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ferroceménto

sm. [ferro+cemento]. Materiale e tecnica costruttiva impiegati per realizzare imbarcazioni e natanti di medie dimensioni, come cabinati, pescherecci, bettoline, ecc. Il ferrocemento richiede una struttura primaria di acciaio, comprendente tondini e tubi disposti secondo piani longitudinali e trasversali, su cui viene steso un reticolato di tondini di minor diametro, in modo da seguire le forme stabilite dello scafo. Gli elementi primari assumono anche la configurazione di travi reticolari e comprendono la ruota di prora, il dritto o il telaio di poppa, ecc. I collegamenti sono realizzati generalmente mediante saldatura. Sull'intelaiatura suddetta, che ha maglie relativamente larghe, si stendono uno o più strati di rete d'acciaio a maglie strette, fissata poi con legature in filo metallico, che viene sagomata in modo da riprodurre esattamente l'andamento della superficie esterna dello scafo. Il conglomerato è ottenuto mescolando il cemento alla sabbia o ad altri inerti aventi granulometria molto fine, generalmente nel rapporto volumetrico di 1 a 2, e aggiungendo poi acqua. A differenza di quanto avviene per il normale calcestruzzo, con il quale si realizzavano peraltro in passato navi anche di notevoli dimensioni, non sono qui impiegati ghiaia o pietrisco. Il conglomerato viene applicato a mano sull'intelaiatura metallica a mo' d'intonaco, ricoprendo prima un lato, lasciato maturare per alcuni giorni, e passando poi all'altro lato. Con il ferrocemento si possono realizzare scafi monolitici, resistenti, poco costosi. Poiché lo spessore totale della costruzione può essere contenuto entro qualche centimetro, il peso risulta paragonabile a quello ottenibile con l'impiego di materiali più costosi e tecniche più raffinate. Non essendo necessarie attrezzature speciali, scafi in ferrocemento possono essere realizzati anche da dilettanti.

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