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feticismo

sm. [sec. XVIII; dal francese fétichisme].

1) Termine introdotto da Ch. de Brosses per designare una presunta religione dei feticci. § A. Comte pose il feticismo al grado infimo dell'evoluzione religiosa, in un sistema che partiva dal feticismo e saliva al politeismo e al monoteismo. La teorizzazione del feticismo, divenuta di moda negli studi antropologici del sec. XIX, raggiunse il culmine, e al contempo la massima astrazione dai fatti in qualche modo riducibili all'idea di feticcio, con J. Lubbock, il quale ampliò la scala evolutiva di A. Comte, portandola a sei gradi; al più basso poneva l'ateismo, e subito dopo il feticismo, concepito come credenza in pratiche capaci di piegare la divinità o la natura ai desideri degli uomini.

2) Fig., cieca e fanatica ammirazione per qualche cosa o qualcuno. In particolare, perversione sessuale consistente nel provare un eccitamento in presenza di oggetti (capi di biancheria, nastri, ecc.), o per parti del corpo (per esempio, capelli).