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fibrillazióne

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Descrizione generale

sf. [sec. XX; da fibrilla]. In patologia, alterazione della normale contrattilità dei muscoli, compreso il cuore. La muscolare è un fenomeno caratterizzato dalla contrazione fine e irregolare di singole fibre dei muscoli scheletrici, che si produce allorché viene distrutta o danneggiata la loro innervazione motoria. La fibrillazione è l'espressione di un'aumentata sensibilità del muscolo all'azione dell'acetilcolina, la quale, pur in assenza di attività nervosa, può formarsi localmente oppure essere trasportata in piccole quantità nel distretto denervato attraverso il torrente circolatorio. Interessando singole fibre muscolari, la fibrillazione non è osservabile a occhio nudo e non va confusa con la fascicolazione.

Fibrillazione atriale

La cardiaca è una contrazione anomala della muscolatura atriale o ventricolare che altera la regolarità del ritmo cardiaco. Nella atriale (detta anche delirium cordis) il normale ritmo del cuore (ritmo sinusale) è sostituito da una serie di contrazioni anomale ad altissima frequenza (400-500/min); a tale frequenza gli atri non sono più in grado di funzionare regolarmente in quanto le loro pareti appaiono animate da minuscole vibrazioni vermicolari che risultano inefficienti dal punto di vista emodinamico. La fibrillazione atriale si manifesta soggettivamente sotto forma di cardiopalmo, senso di angoscia e di oppressione retrosternale. Tali sintomi variano notevolmente di intensità da soggetto a soggetto, potendo passare in taluni casi del tutto inavvertiti. Obiettivamente si hanno invece caratteristiche alterazioni dell'elettrocardiogramma, rappresentate dalla completa aritmia ventricolare e dalla mancanza dell'onda P, sostituita da piccole onde di fibrillazione (onde f). I più comuni fattori responsabili della fibrillazione atriale sono le malattie valvolari (soprattutto la valvulopatia mitralica), i disturbi del circolo coronarico, l'ipertensione, la intossicazione da digitalici, l'ipertiroidismo. La terapia si avvale di farmaci antiaritmici e anticoagulanti, della cardioversione elettrica, di defibrillatori atriali e dell'ablazione transcatetere (ovvero della distruzione dei gruppi di cellule che emmettono gli impulsi elettrici anomali che inducono la fibrillazione stessa).

Fibrillazione ventricolare

Gravissima aritmia cardiaca, caratterizzata da contrazioni ventricolari di elevata frequenza, irregolari e incoordinate sia nel tempo sia nell'intensità. Tale aritmia è conseguenza di alterazioni spesso definitive del miocardio ventricolare legate a cardiopatie organiche (infarto), a intossicazioni acute massive con digitalici, chinidina, cloroformio, oppure alla stimolazione diretta del cuore (chirurgia cardiaca). L'imponente tachicardia compromette la gittata cardiaca con conseguente collasso e anossia periferica. L'elettrocardiogramma mostra in questo caso una serie ininterrotta di ondulazioni del tutto irregolari, di aspetto anomalo e talora bizzarro, con frequenti pause elettriche assolute. La fibrillazione ventricolare può essere tenuta sotto controllo con i farmaci, con l'impianto di defribrillatori ventricolari e con l'ablazione transcatetere.