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figura

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Lessico

sf. [sec. XII; dal latino figūra, forma, rappresentazione].

1) Forma esteriore di una cosa: un oggetto dalla figura ovale; apparve in lontananza la figura di un monte; in particolare, l'aspetto del corpo umano: ha una figura slanciata, appesantita.

2) In geometria, insieme di punti, del piano (figura piana) o dello spazio (figura solida).

3) Immagine, illustrazione: le figure di animali abbondano in quel libro; in particolare, nel linguaggio delle arti figurative, immagine umana: ritratto a mezza figura; paesaggio con figure. Nei giochi di carte, nome generico dato alle carte non numerali, contrassegnate da un'immagine: fante, cavallo e re nelle carte italiane; fante, donna e re in quelle francesi. In fotografia, figura intera, tipo di inquadratura in cui il quadro comprende la figura umana intera (campo). Per estensione, personaggio di notevole interesse storico o artistico: uno studio dedicato alla figura di Mazzini; anche personaggio rappresentato o descritto in un'opera d'arte: quella commedia è piena di figure ridicole.

4) Nella danza (e in alcuni sport impostati sul ritmo), le combinazioni dei passi obbligati nei balli di teatro e in quelli di società (danze figurate). Si ritrova nella contradanza e quindi nel ballo nobile. In particolare, in aeronautica, figura acrobatica.

5) Immagine concreta scelta a rappresentazione di un concetto astratto o comunque di una diversa entità, simbolo: la volpe è figura dell'astuzia. In particolare, in linguistica, figura retorica.

6) Apparenza, esteriorità: la sua presenza era richiesta solo per figura; ruolo che si assume in una determinata occasione; buona o cattiva riuscita in una data attività: ha fatto la figura dello spilorcio; fare bella, brutta figura; usato da solo ha valore negativo: che figura!, cioè che cattiva figura. Con gli stessi sensi si usano frequentemente l'accr. figuróne, ottima figura, e il peggiorativo figuràccia, pessima figura.

7) Nel linguaggio giuridico, specie, forma: figura di reato.

8) In logica, figura sillogistica, ciascuna delle forme fondamentali del sillogismo. Aristotele ne distinse tre, secondo la funzione svolta dal termine medio, come soggetto o come predicato, nelle premesse. Più tardi fu distinta una quarta figura, assimilata da Aristotele alla prima, di cui è considerata una semplice inversione.

9) Nella teoria musicale medievale, termine usato per designare i segni della notazione mensurale e delle relative pause. Poiché ogni figura era caratterizzata da un preciso valore di durata, musica figurata fu detta, a partire dal tardo Medioevo, la musica polifonica proporzionale, contrapposta alla musica plana (cioè il canto gregoriano monodico e in ritmo libero), notato non con figura, ma con neumi.

Araldica

Si dicono figure gli elementi che compaiono sullo scudo e che si possono dividere in quattro categorie principali: figure araldiche (cioè le partizioni, le pezze onorevoli, le pezze araldiche), figure naturali e figure artificiali (secondo che rappresentino corpi esistenti in natura come animali, vegetali, minerali, ecc., o cose prodotte dall'uomo), figure ideali o chimeriche (cioè tutte quelle di soggetto mitologico o fantastico).

Arti figurative

A) Figure allungate, tipo di pittura rupestre australiana, avente la sua zona di diffusione nella Terra di Arnhem. Rappresenta figure umane dal corpo estremamente esile e allungato, generalmente in posizione statica. In ciò si riaccosta allo stile a raggi X, diffuso nella stessa area, mentre differisce dalla dinamica rappresentazione dei Mimi, anch'essa propria della Terra di Arnhem. B) Stile a figure nere, tecnica decorativa di vasi usata in Grecia nel sec. VII e soprattutto nel VI a. C., in particolare dalle fabbriche ateniesi. C) Stile a figure rosse, tecnica decorativa di vasi introdotta in Atene negli ultimi decenni del sec. VI a. C. e durata per tutto il sec. V e IV a. C., diffondendosi poi nell'Italia meridionale (vasi italioti), in Sicilia e in Etruria.

Geometria

Due figure possono essere uguali, se esiste un movimento che porti l'una a sovrapporsi all'altra; simili, se esiste una corrispondenza nella quale segmenti corrispondenti stanno in un rapporto costante detto rapporto di similitudine; omotetiche, se esiste una corrispondenza nella quale le rette congiungenti coppie corrispondenti di punti sono parallele, mentre le rette congiungenti punti corrispondenti passano per uno stesso punto; simmetriche, rispetto a un punto, una retta, un piano, se la figura costituita dalle due figure è simmetrica rispetto al punto, alla retta, al piano, cioè, contenendo un punto, contiene anche il suo simmetrico, rispetto al punto, alla retta, al piano; equivalenti, se hanno la stessa estensione.

Linguistica

Le figure sono forme dell'elocuzione, codificate dagli antichi grammatici e retori greci e latini, le quali si discostano da quelle consuete e comuni e danno al discorso maggiore espressività. Si distinguono figure di parola e di pensiero secondo che si riferiscano al vario uso che si può fare di una parola o all'atteggiamento di pensiero che informa l'espressione: tra le prime vi sono la metafora, la metonimia, l'antonomasia, l'enfasi, l'iperbole; tra le seconde l'allegoria, la similitudine, la prosopopea, l'apostrofe, l'interrogazione, l'aposiopesi, l'esclamazione, l'epifonema.

Psicologia

La figura è quella parte del campo percettivo che si distacca dal resto (detto sfondo), apparendo con caratteri ben distinti e presentandosi come qualcosa di unitario e organizzato. Gli studi sulla percezione hanno permesso di individuare regole precise che determinano l'organizzazione figura-sfondo. Nel caso della percezione visiva (ma il termine figura viene usato per tutte le modalità sensoriali) è la figura a essere dotata di un contorno, che manca invece allo sfondo; quest'ultimo viene percepito come se proseguisse dietro alla figura. In alcune situazioni (figure ambigue o reversibili) la parte del campo che viene in un primo tempo percepita come figura può essere in un secondo tempo vista come sfondo, e viceversa, sia per una fluttuazione spontanea, sia per uno spostamento volontario dell'attenzione. Il ruolo di figura e quello di sfondo possono essere volta a volta assunti dal vaso centrale o dai profili laterali del vaso stesso e l'osservatore può vedere una croce bianca sullo sfondo nero o viceversa.

Bibliografia (per la linguistica)

R. Barilli, La retorica, Milano, 1979; A. Battistini, E. Raimondi, Le figure della retorica, Torino, 1990.