Questo sito contribuisce alla audience di

filatelìa

Guarda l'indice

Definizione

sf. [sec. XIX; da filo- (terminologia tecnica)+greco atéleia, esenzione da imposte]. Il collezionare francobolli e altre carte valori postali a scopo di studio, di lucro o di diletto e il complesso delle attività che a tale raccolta si collegano. Esula dalla filatelia in senso stretto la raccolta dei documenti postali del periodo precedente l'adozione dei francobolli (periodo prefilatelico). Proposto nel 1864, il termine filatelia ha quasi del tutto sostituito quelli di timbrofilia, timbromania e timbrologia usati in precedenza per indicare la passione per i francobolli (si noti, peraltro, che la più nota rivista specializzata francese è intitolata L'écho de la timbrologie).

Cenni storici: le collezioni generali

La nascita della filatelia è di poco successiva all'emissione dei primi francobolli (1840), ma questa forma di collezionismo si sviluppò pienamente intorno al 1860, quando il numero dei filatelisti era ormai tale da giustificare la pubblicazione delle prime riviste specializzate e dei primi cataloghi e la produzione dei primi album. La collezione generale (di tutti gli Stati del mondo) fu il traguardo cui tendevano i primi collezionisti. Il diffondersi della filatelia mise in luce la rarità di certi esemplari e ciò stimolò una massiccia produzione di imitazioni che, nel passare da collezione a collezione, si mescolarono con i francobolli originali, creando confusione e dando luogo a frodi. Nacquero via via altri criteri collezionistici. Alla pura e semplice raccolta di francobolli differenti per il disegno, il colore o il valore nominale, che caratterizzava la cosiddetta scuola inglese, si affiancò quella che distingueva i francobolli in base alla dentellatura, alla filigrana, alle particolarità della carta. Il nuovo orientamento fu propugnato dalla cosiddetta scuola francese, alla quale si deve la pubblicazione della prima guida del filatelista: Manuel du collectionneur de timbres-poste di J.-B. C. Moëns (1862). Tra la fine del sec. XIX e l'inizio del XX, sotto la spinta dello studio del francobollo nei suoi aspetti tecnici, cominciò a profilarsi un sensibile interesse per il francobollo nuovo. Parallelamente, lo studio dell'uso postale dei francobolli, la raccolta dei bolli e degli annullamenti attiravano l'attenzione dei collezionisti più evoluti sulle lettere intere in quanto documenti postali completi.

Cenni storici: le collezioni specializzate

Nello stesso periodo si delineò la tendenza ad abbandonare le ormai troppo estese collezioni generali a vantaggio di collezioni più ristrette, ma più approfondite (collezioni speciali). In Italia, Leopoldo Rivolta fu il primo a costituire una grande collezione specializzata, imperniata sui francobolli di un solo Stato, precorrendo un orientamento che si sarebbe rivelato fecondo di eccezionali risultati. Gli orientamenti collezionistici contemporanei si cominciarono a delineare verso il 1930. Le preferenze dei collezionisti si volsero decisamente verso i francobolli nuovi, che rapidamente soppiantarono quelli usati nelle collezioni di un certo impegno. L'impossibilità pratica di raccogliere tutti i francobolli emessi nel mondo portò al quasi completo abbandono della collezione generale. I collezionisti si orientarono quindi verso la raccolta dei francobolli di un solo Paese o, al massimo, di un gruppo di Paesi (di notevole popolarità godevano le collezioni imperniate sui francobolli di uno Stato europeo e delle sue colonie e dipendenze). Un modo del tutto diverso di delimitare le collezioni consistette nel raccogliere i francobolli in base all'uso cui erano destinati (per esempio collezioni di posta aerea) o al soggetto raffigurato (per esempio sportivo). Negli ultimi decenni del sec. XX si è andato diffondendo un particolare tipo di collezioni costituite dai francobolli emessi da un certo numero di Paesi in determinate occasioni (campagna dell'UNESCO per la salvezza di Venezia, campagna dell'ONU contro la droga, emissioni europeistiche, ecc.); l'insieme dei francobolli emessi in una determinata circostanza è chiamato giro. I moderni orientamenti della filatelia hanno dato un posto di rilievo a documenti creati a scopo filatelico, quali le buste primo giorno (first day cover) e le cartoline maximum. Notevole diffusione ha raggiunto la raccolta dei bolli e annullamenti celebrativi o di propaganda; questa specializzazione, collaterale rispetto alla filatelia in senso proprio, si indica con il nome di marcofilia. La filatelia risente nei suoi orientamenti e nelle sue manifestazioni commerciali della crescente importanza assunta dal francobollo come bene di investimento. L'incremento medio delle quotazioni che si registra nell'arco di un congruo numero di anni, specie per i francobolli più pregiati, ha da tempo attirato l'attenzione degli investitori. Nel corso delle due guerre mondiali, il francobollo, per il suo trascurabile ingombro, si è dimostrato un bene-rifugio ideale. L'assurgere di questa forma di collezionismo a fenomeno di massa ha reso possibile e redditizio l'investimento in francobolli relativamente comuni e ha fornito il terreno favorevole a clamorose manovre speculative che a metà degli anni Sessanta hanno gravemente danneggiato il commercio filatelico in molti Paesi (Italia, Francia, Spagna, Repubblica Federale di Germania).

Cenni storici: letteratura filatelica

Lo sviluppo della filatelia ha dato vita a una vasta produzione di materiale filatelico e a una letteratura specializzata che tra le prime più importanti pubblicazioni annovera la collana Bibliothèque des Timbrophiles, di J.-B. C. Moëns di Bruxelles, e l'italiano Catalogo storico descrittivo dei francobolli d'Italia, uscito a Genova nel 1923 a cura dei maggiori esperti del tempo: A. Bolaffi, A. Chiesa, E. Diena, L. Rivolta, P. Fabri, A. E. Fiecchi. Oltre al già citato Écho francese numerosi importanti periodici sono stati e vengono pubblicati in tutto il mondo; fra di essi vanno menzionati l'americano Stamps, gli italiani Bollettino Filatelico d'Italia di Firenze (1910), Rivista Filatelica d'Italia di Genova (1917) e altri come i più recenti CIFRA di Napoli, Filatelia e la Rivista dei Francobolli di Roma, Il collezionista-Italia filatelica, Francobolli (1945) che furono preceduti da Il Corriere filatelico fondato da Teodoro Mayer a Trieste nel 1876. Così come sempre più diffusi e curati sono i cataloghi cui il collezionista può far ricorso, dal famoso Yvert & Tellier, francese, agli italiani Bolaffi e Sassone.

Cenni storici: organizzazioni filateliche

Contemporaneamente le associazioni di collezionisti hanno assunto un'importanza crescente e sono raggruppate in organizzazioni nazionali che fanno capo a una federazione internazionale, la Fédération Internationale de Philatélie (FIP), fondata a Parigi nel 1926. La più prestigiosa associazione (i commercianti ne sono rigorosamente esclusi) è la Royal Philatelic Society di Londra, fondata nel 1869. Un anno dopo in America veniva organizzata la prima asta filatelica, mentre il primo congresso dei “timbrofili” si riuniva a Parigi nel 1878. I filatelici italiani si incontrarono nel loro primo congresso a Napoli nel 1910. In Italia, la più antica e prestigiosa associazione filatelica è l'Unione Filatelica Lombarda di Milano, fondata nel 1892, cui seguirono l'Unione Filatelica Subalpina di Torino (1913), l'Associazione Filatelica Italiana di Roma (1914), la Federazione fra le Società Filateliche Italiane di Milano (1919) e numerose altre.

Bibliografia

L. N. e M. Williams, Il mondo del francobollo e della filatelia, Bologna, 1966; L. Sassone, Trattato di filatelia, Roma, 1973; S. Rossiter, Atlante mondiale dei francobolli, Roma, 1988.

Media


Non sono presenti media correlati