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filodiffusióne

sf. [sec. XX; filo- (terminologia tecnica) +diffusione]. Diffusione di programmi fonici mediante l'immissione di segnali ad alta frequenza sulla linea telefonica di utente. Sulla linea che collega il telefono con la centrale telefonica viene sistematicamente inviato un segnale di buon livello e con frequenze comprese nella banda delle onde lunghe; detto segnale, applicato a un apposito ricevitore per filodiffusione, permette la ricezione con un certo numero di “canali di diffusione”, di altrettanti programmi fonici di diverse caratteristiche (generalmente con esclusione di comunicati commerciali) e con la possibilità di riproduzione sia monoaurale sia stereofonica. I programmi della filodiffusione possono direttamente venire riprodotti dal ricevitore per filodiffusione o da un impianto per alta fedeltà: nel primo caso l'utente utilizza un apposito ricevitore dotato di tanti tasti quanti sono i programmi a disposizione; nel secondo caso si utilizza invece un sintonizzatore per filodiffusione che rivela semplicemente i segnali in alta frequenza. Tali segnali vengono in ogni caso prelevati da un apposito circuito di filtro disposto al termine della linea telefonica per separare i segnali telefonici da quelli della filodiffusione. La filodiffusione permette di eliminare ogni disturbo nella ricezione dato che il segnale perviene all'utente attraverso un cavo schermato per la quasi totalità del percorso e con un livello tale da costituire di per se stesso un'efficace difesa contro i disturbi.

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