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filtrazióne

sf. [sec. XVIII; da filtrare].

1) Operazione di separazione di particelle solide indesiderate da un mezzo liquido o gassoso allo scopo di renderlo limpido e pressoché esente da impurità indesiderate (filtro).

2) In tecnica farmaceutica, filtrazione sterilizzante, operazione che permette la sterilizzazione a freddo di soluzioni. Consiste nel far passare sotto pressione la soluzione da sterilizzare, attraverso un setto filtrante preventivamente sterilizzato a vapore o con ossido di etilene. Il setto filtrante può essere un filtro in profondità (candele in ceramica, placche di amianto) con porosità che arriva fino a 0,8-0,4 μ oppure un filtro a membrana. Quest'ultimo tipo, costituito da esteri di cellulosa, ha una porosità costante che giunge fino a 0,003 μ, e dà una maggiore garanzia di sterilizzazione.

3) In enologia, la filtrazione consiste nel far passare il vino attraverso membrane sufficientemente serrate da trattenere le parti solide in sospensione. Questa tecnica permette di ottenere vini limpidi e brillanti, con effetti più radicali che non attuando le semplici operazioni di travaso. Una filtrazione molto spinta permette ai vini dolci e ai vini bianchi di acquisire maggiore stabilità.

4) In zoologia, modalità di alimentazione che consiste nell'estrarre particelle alimentari dall'acqua attraverso un apparato filtrante.

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