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flutter

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Lessico

s. inglese (propr. vibrazione) usato in italiano come sm.

1) In patologia, alterazione del ritmo cardiaco, caratterizzato da contrazioni miocardiche rapide e continue. È dovuto alla presenza di foci ectopici di attivazione. atriale (o auricolare), aumento, da 200 a 400 contrazioni al minuto, del ritmo degli atri, al quale i ventricoli rispondono con una frequenza pari alla metà o a un terzo o a un quarto. Differisce dalla fibrillazione perché le contrazioni sono ritmiche e meno frequenti e di conseguenza più valide ai fini del lavoro che il cuore deve compiere. È detto anche fluttuazione. L'elettrocardiogramma mostra onde atriali di alta frequenza dette onde flutter. I ventricoli non si contraggono a tutti gli impulsi di origine atriale come se sussistesse un blocco atrio-ventricolare. Il ventricolare è invece caratterizzato da una frequenza superiore alle 200 contrazioni al minuto ma non così valida da avere la capacità e la forza di spremere fuori il sangue dal cuore, quindi la circolazione si fa fluttuante e irregolare. È una condizione così grave che a volte precede la morte. Può rappresentare il passaggio da una tachicardia a una fibrillazione ventricolare.

2) In acustica, spesso usato per miagolio. In particolare, flutter echo, eco multipla ben distinta, ossia fenomeno che si ha quando in un ambiente i successivi suoni riflessi dalle pareti, corrispondenti a un unico fenomeno sonoro, sono separati fra loro da almeno 70 ms.

3) In aerodinamica, vibrazione aeroelastica autoeccitata che si instaura in una struttura in moto relativo rispetto a un fluido, quando si verificano particolari condizioni.

Aerodinamica

Il flutter, fenomeno che può sempre verificarsi negli aeroplani (come nei ponti sospesi), è legato alle variazioni delle forze aerodinamiche conseguenti al diverso orientamento che le parti del velivolo, a causa delle loro stesse oscillazioni, assumono rispetto alla direzione del vento relativo. Il fenomeno vibratorio che ne risulta, caratterizzato da una precisa frequenza, può essere di tipo stabile (cioè che tende a smorzarsi), o di tipo instabile (cioè con ampiezze che tendono a esaltarsi). La stabilità o meno dell'oscillazione è normalmente funzione della velocità di volo ed è quindi possibile definire, corrispondentemente, dei valori critici della velocità, raggiunti i quali il flutter assume estrema violenza e può portare all'immediata disintegrazione dell'aeromobile. È possibile prevenire il flutter con un'elevata rigidezza strutturale (specie a torsione), un opportuno posizionamento reciproco dell'asse elastico e di quello baricentrico nelle varie sezioni della struttura, un rigoroso bilanciamento delle superfici mobili, una scrupolosa eliminazione di possibili giochi nelle trasmissioni di comando, oltre che con prove sperimentali su velivoli e con complessi calcoli strutturali.