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fosfòrico

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agg. (pl. m. -ci) [sec. XIX; da fosforo]. Di composto chimico contenente fosforo pentavalente.

Acidi fosforici

Composti chimici che derivano dalla reazione dell'anidride fosforica con l'acqua. Con una quantità limitata di acqua si forma non l'acido metafosforico, HPO₃, come si è per lungo tempo ammesso, ma una miscela di acidi detti polimetafosforici o semplicemente polifosforici. La struttura molecolare di questi composti deriva dall'unione di un numero diverso di molecole di acido fosforico secondo schemi differenti, per esempio la struttura dell'acido trimetafosforico ciclico è:

Gli acidi polifosforici reagiscono ulteriormente con l'acqua trasformandosi in acido pirofosforico,

e poi in acido ortofosforico, H₃PO4, che costituisce l'acido del fosforo più stabile e importante e che di solito si indica con il nome di acido fosforico. Le sue soluzioni acquose si preparano anche industrialmente facendo reagire l'anidride fosforica con un eccesso di acqua a caldo, in modo da provocare la completa idrolisi degli acidi polifosforici che inizialmente si formano; ha, comunque, ancora largo impiego il procedimento tradizionale nel quale si attacca con acido solforico di media concentrazione la fosforite costituita principalmente dall'ortofosfato neutro di calcio, Ca₃(PO4)₂, filtrando poi la soluzione dal solfato di calcio, che essendo assai poco solubile, precipita. Concentrando queste soluzioni fino a un contenuto dell'85% circa si ottiene il tipo di acido fosforico commerciale, detto sciropposo. Concentrando ulteriormente quest'ultimo a bassa temperatura e nel vuoto, in modo da prevenire la condensazione ad acidi polifosforici, si ottiene l'acido puro sotto forma di un solido cristallino incolore che fonde a 42,3 ºC. L'acido ortofosforico dà luogo, per successiva sostituzione dei suoi tre atomi di idrogeno con i metalli, ai sali monometallici o biacidi, come il fosfato monosodico, NaH₂PO4, ai sali bimetallici o monoacidi, come il fosfato bisodico, Na₂HPO4, e ai sali trimetallici, come il fosfato trisodico, Na₃PO4.

Anidride fosforica

Composto chimico che solitamente si indica con la formula P₂O5, ma che in realtà è costituito da molecoledimere P4O₁0 e nella nomenclatura ufficiale prende quindi il nome di decaossido di tetrafosforo. Si forma bruciando il fosforo in un eccesso di aria, perfettamente essiccata per prevenire la formazione di acido fosforico. Il prodotto del commercio si presenta come una polvere bianca microcristallina, ma oltre a questa sono note varie altre forme allotropiche. L'anidride fosforica è avidissima di acqua, con la quale reagisce violentemente trasformandosi in acido fosforico, e viene perciò largamente usata come energico agente disidratante per sostanze liquide e gassose, eccetto naturalmente quelle a carattere basico o che possano comunque reagire con essa. Oltre all'acqua libera, l'anidride fosforica è capace di sottrarre anche quella combinata stabilmente in molti composti: per esempio, sottrae acqua all'acido solforico trasformandolo in anidride solforica, SO₃, e all'acido nitrico trasformandolo in anidride nitrica, o pentaossido di azoto, N₂O5.