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fotofobìa

sf. [sec. XIX; foto-+fobia]. Intolleranza per la luce dovuta a un fenomeno di difesa presente in alcune affezioni oculari quali la congiuntivite, l'infiammazione intraoculare, il glaucoma acuto e le lesioni traumatiche della cornea. È frequente, inoltre, in alcune forme di nevralgie del trigemino e in certe malattie infettive, come il morbillo. Si manifesta con dolore e intensa lacrimazione. Può essere un fenomeno senza significato patologico in soggetti con scarso pigmento, oppure la conseguenza di esposizione a luci troppo vivide (fiamma ossidrica, spiagge tropicali, distese di neve o ghiaccio). In tali casi si tratta di un colpo di luce che può portare sino alla cecità transitoria. In ogni caso è opportuno proteggere gli occhi con lenti polarizzate e ricorrere a impacchi freddi detergenti.

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