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fotoformatura

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Descrizione generale

sf. [foto-+formatura]. L'insieme dei procedimenti di formatura grafica che utilizzano metodi fotografici. È detta comunemente fotomeccanica. La fotoformatura si distingue, secondo il tipo di forma di stampa che si vuole ottenere, in rilievografica, planografica, incavografica, permeografica. Nella stampa rilievografica (tipografia), la fotoformatura riguarda di norma solo le illustrazioni (clichés), in altri tipi di stampa (offset, rotocalco) riguarda sia il testo sia le illustrazioni. Per la riproduzione delle immagini si usano apparecchiature fotografiche schematicamente formate da un portaoriginale, un portaobiettivo, un telaio portapellicola o portalastra; rispetto alle normali macchine, hanno dimensioni maggiori e automatismi specifici quali la messa a fuoco automatica, lo stabilizzatore di tensione, ecc. Quando l'originale è un disegno al tratto, esso è riprodotto in negativo o positivo senza tonalità intermedie; se invece è un disegno a chiaroscuro o una fotografia (cioè con sfumature di grigi oltre il bianco e il nero) la pellicola sarà a tinta continua solo nel caso della formatura incavografica (rotocalco) mentre dovrà essere retinata per altri casi (tipografia, offset, serigrafia). Quando l'originale è a colori, e così si vuole riprodurre, si opera la selezione cromatica, cioè lo si scompone, mediante filtri, in pellicole negative in bianco e nero (che possono, in una successiva fase, essere trasformate in pellicole positive), una per ogni colore: si avranno tre pellicole (per il blu, il verde e il rosso) nella tricromia, quattro pellicole (per il blu, il rosso, il giallo e il nero) nella quadricromia. Da tali pellicole si ricavano le varie lastre di stampa.

Rilievografia

Processo detto anche fotoincisione in quanto permette di realizzare lastre con le parti stampanti in rilievo; le lastre usate sono metalliche o in colloidi fotoindurenti o fotopolimerizzabili. Si esegue attraverso le fasi di fototrasporto o sviluppo e incisione chimica (per le lastre metalliche). Il cliché è la forma di stampa più nota e viene realizzato su lastre di zinco, rame, ottone con diverse tecniche, la più diffusa delle quali utilizza quale materiale fotosensibilesmalto a freddo, costituito da colla di pesce sensibilizzata con bicromato d'ammonio, che viene disteso in strato sottile e uniforme con una centrifuga. Si procede prima al fototrasporto del negativo; dopo lo sviluppo, la lastra viene colorata con una soluzione di blu di metilene (per rendere visibile l'immagine) e riscaldata fino a 100 ºC; in tal modo si induriscono le zone coperte dallo smalto (corrispondenti alle zone positive e stampanti dell'immagine) e si rende questo resistente ai mordenti adoperati nella successiva fase di incisione. Con l'incisione chimica si realizzano gli incavi non stampanti che saranno più o meno profondi in rapporto all'intensità del colore. Molto usate sono le lastre di magnesio, adatte per immagini al tratto, che vengono incise in un solo passaggio di 10-12 minuti. La fotoformatura planografica, o fotolitografia, serve a preparare le lastre per la stampa planografica diretta (litografia) e indiretta (offset). Oltre che lastre di alluminio e di zinco, si usano, in particolare per l'offset, lastre plurimetalliche (rame-cromo, acciaio-rame-cromo). Dopo eventuali trattamenti preparatori (lisciatura, granitura), sulla lastra viene disposto lo strato fotosensibile che consente il fototrasporto delle pellicole (negative o positive secondo i procedimenti) dei testi e delle illustrazioni. Dopo lo sviluppo e i vari procedimenti di fissaggio, risulteranno stampanti le parti della lastra non solubilizzate dalla luce.

Incavografia

Processo usato per ottenere lastre per la stampa calcografica (fotocalcografia) o cilindri per la stampa in rotocalco (fotorotocalcografia). Dopo le operazioni di preparazione, fototrasporto e relativo sviluppo, si procede all'incisione. Con il procedimento tradizionale si ottengono forme di stampa in cui gli elementi stampanti sono costituiti da alveoli di area uniforme e profondità variabile; con il procedimento semiautotipico gli alveoli sono invece di area e profondità variabili; con il procedimento autotipico gli alveoli sono di area variabile e di profondità relativamente costante.

Permeografia

Procedimento di stampa adatto per la preparazione di forme di stampa permeografiche (serigrafia); tali forme sono tessuti a maglie molto fitte, come la seta naturale, il rayon, il nylon, ecc. Sono preparate direttamente col fototrasporto dell'immagine positiva sul tessuto sensibilizzato: infatti, le parti sensibilizzate non lasciano passare l'inchiostro, per cui si ottengono i chiari dell'originale, mentre quelle non sensibilizzate restano permeabili all'inchiostro e quindi diventano stampanti.