Questo sito contribuisce alla audience di

fotogramma

sm. (pl. -i) [sec. XIX; foto+-gramma].

1) In fotografia e cinematografia, ognuna delle immagini fotografiche che si susseguono su una pellicola.

2) Immagine ottenuta senza l'impiego della macchina fotografica, interponendo un oggetto tra una superficie sensibile e una sorgente di luce. I diversi toni sono quindi dovuti alla maggiore o minore trasparenza dell'oggetto o alle sue ombre diffuse quando viene illuminato da una sorgente luminosa non puntiforme. Nonostante la tecnica del fotogramma risalga alle prime esperienze di fotografia di J. N. Niepce e di W. H. F. Talbot, le sue possibilità espressive vennero pienamente comprese e sfruttate solo a partire dagli anni Venti, in particolare da L. Moholy-Nagy, attivo presso il Bauhaus, e da Man Ray. Dalla tecnica del fotogramma. se ne è sviluppata un'altra, quella del chemifotogramma, che permette di ottenere un'immagine spargendo materiale di sviluppo su una carta sensibile che viene esposta alla luce e successivamente fissata in maniera convenzionale. Questa tecnica è stata sperimentata in particolare da Paolo Monti e Pierre Cordier.

3) In fotogrammetria, fotografia realizzata da una camera da presa fotogrammetrica e di cui sono noti alcuni parametri metrici, utilizzabili per scopi fotogrammetrici.