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fregata (trasporti)

sf. [sec. XIV; etimologia incerta]. Denominazione di varie unità del naviglio militare antico e moderno; capitano di fregata, grado della marina militare italiana, corrispondente a quello di tenente colonnello.

Cenni storici

Dal sec. XIII al XVI si usava chiamare con questo nome una piccola imbarcazione a vela latina, molto veloce, adibita al servizio delle navi maggiori. In seguito essa crebbe di dimensioni: divenne una nave da guerra, a due alberi, poi a tre, attrezzata con vele quadre e armata con una batteria di cannoni. Nel sec. XVIII e nella prima metà dell'Ottocento non fu raro vedere fregate a due batterie. Il loro compito restò però sempre ausiliario rispetto a quello dei vascelli di linea: esplorazione, scorta, attacco e difesa del traffico mercantile, combattimento contro navi similari. Il nome di fregata non fu più in uso con la fine della marina velica, ma riapparve con la II guerra mondiale per designare navi più piccole dei cacciatorpedinieri la cui funzione era quella di scorta ai convogli e alle navi di linea. Dopo i cambiamenti della situazione geostrategica ed essenzialmente con la scomparsa della contrapposizione dei due blocchi Est-Ovest anche le strategie delle varie marine hanno mutato i loro indirizzi. Di conseguenza anche il ruolo delle fregate ha subito profonde modifiche: per esempio è venuta a cadere la necessità di considerare prioritaria la funzione antisommergibile, per privilegiare quella della difesa dall'offesa aerea o da piccoli mezzi insidiosi di superficie. Con la ristrutturazione della NATO in funzione degli eventi sopraccitati, alcuni Paesi dell'Alleanza Atlantica, fra i quali l'Italia, hanno siglato accordi di collaborazione tecnico-militare per la realizzazione, a costi contenuti (per via dell'impiego integrato di parti da assemblare costruite presso le industrie dei vari Paesi) di una classe comune di fregate in grado di rispondere alle nuove necessità. Il progetto, al quale ha aderito la Marina Militare Italiana, è denominato “Orizzonte” e riguarda una fregata a indirizzo spiccatamente contraereo e a una configurazione d'altura che va ben oltre le caratteristiche delle classi Lupo e Maestrale. Il progetto, basato sul programma anglo-franco-italiano, prevede la realizzazione di una unità di dislocamento attorno alle 6000 t, lunga circa 150 m e larga 20, con una velocità massima di 29 nodi e un armamento prevalentemente missilistico, che dovrebbe rappresentare lo sviluppo più avanzato di questo tipo di unità a tendenza essenzialmente contraerea, ma dotata di grande flessibilità di impiego. Lo sviluppo del programma viene portato avanti da Francia e Italia, perché la Gran Bretagna si è ritirata da tale progetto e ha iniziato a studiare un modello di fregata con scafo a catamarano, molto evoluto.

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