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frequènza

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino frequentĭa, gran quantità, numerosa presenza].

1) L'essere frequente; il ripetersi continuo di un'azione, di un fenomeno; l'accadere di una cosa a brevi intervalli di tempo: la frequenza di avvenimenti spiacevoli, la frequenza delle assenze. Anche il numero delle volte che un fatto o un fenomeno si ripete: la frequenza del respiro. Con varie accezioni tecniche: A) nella tecnica fotocinematografica, numero di fotogrammi impressionati in un secondo. Le frequenze utilizzate in cinematografia sono 18 fotogrammi al secondo nelle riprese mute e 24 in quelle sonore. Nelle riprese con macchine fotografiche motorizzate non si superano normalmente i 4 fotogrammi al secondo. Nelle macchine fotografiche digitali è possibile registrare piccoli filmati video con frequenza fino a 10-15 fotogrammi al secondo. B) In aerodinamica, frequenza ridotta. C) In fisica nucleare, frequenza di ciclotrone è la frequenza con cui viene applicata la differenza di potenziale fra le due parti acceleratrici di un ciclotrone. D) In genetica, frequenza genica, la frequenza con cui si riscontra un certo allele nel proprio locus genico, in una data popolazione. E) In elettronica, frequenza di taglio di un circuito, frequenza alla quale il modulo della funzione di trasferimento si è ridotto al 70,7% del valore massimo o di centro banda, ovvero il guadagno è diminuito di 3 dB.

2) Il recarsi e il frequentare con regolarità un luogo o un ambiente: frequenza scolastica, frequenza lavorativa.

3) Affluenza di persone: la frequenza degli iscritti alla scuola è aumentata. Raro, riferito ad animali o a cose: “si immergeva nella frequenza delle ombre” (A. Verri); “frequenza di uccelli” (Leopardi).

4) In biogeografia, rapporto fra il numero di individui di una certa specie presenti in una data associazione e il numero complessivo degli organismi che compongono l'associazione. Spesso i valori di frequenza si indicano separatamente per i vegetali e gli animali o, nell'ambito di ciascuna categoria, con riferimento a gruppi particolari.

5) Nell'analisi quantitativa del linguaggio, condotta con metodi statistici, si dice frequenza il numero delle volte, in assoluto o in percentuale, in cui si presenta una parola o un determinato fenomeno linguistico in un certo contesto. In Italia è stato compilato, con l'ausilio di elaboratori elettronici, un Lessico di frequenza della lingua italiana contemporanea a cura di U. Bortolini, C. Tagliavini, A. Zampolli (1971).

6) In statistica, frequenza assoluta, o frequenza semplicemente, è il numero di volte in cui si presenta una certa osservazione. La frequenza relativa è il rapporto fra la frequenza assoluta di ogni osservazione e il totale delle frequenze di una distribuzione. Le frequenze cumulative o cumulate si ottengono sommando le successive frequenze relative di una distribuzione. Frequenze teoriche, nella teoria della connessione, sono le frequenze che si sarebbero avute se i fenomeni osservati fossero stati indipendenti.

7) Si chiamano frequenze vettrici i segnali a radiofrequenza che vengono impiegati negli impianti di produzione di energia elettrica per trasferire lungo i conduttori delle linee ad alta tensione informazioni relative a telemisure, telecomandi, telecontrolli, conversazioni telefoniche, ecc.

Fisica: generalità

In generale, in un fenomeno periodico, la frequenza (simbolo f o ν) è il numero f di volte con cui il fenomeno si ripete nell'unità di tempo; è quindi l'inverso del periodo T che misura la durata del fenomeno. Misurando T in secondi, f risulta misurata in s–1; l'unità di misura si chiama hertz (simbolo Hz). Frequenza angolare è sinonimo di pulsazione. § Considerando un fenomeno periodico come sovrapposizione di un numero finito o infinito di fenomeni sinusoidali, di frequenza multipla della frequenza inferiore, questa coincide con la frequenza del fenomeno globale e si chiama anche frequenza fondamentale; le frequenze successive sono chiamate frequenze armoniche. Frequenza acustica è la frequenza compresa nel campo di esistenza delle onde sonore udibili (da 15 a 20.000-25.000 Hz); frequenza ultrasonica è la frequenza degli ultrasuoni (da 20-25 kHz a 109 kHz); inoltre per frequenza infrasonica si intende quella delle onde sonore di frequenza inferiore a 15 Hz. Per campione di frequenza si intende un sistema oscillante avente frequenza di risonanza, cioè la frequenza alla quale l'ampiezza di oscillazione del sistema raggiunge il valore massimo di elevatissima stabilità. In relazione alla definizione di frequenza, i campioni di frequenza sono anche campioni di tempo. Il campione primario, corrispondente all'attuale definizione del secondo come unità fondamentale di tempo, nel Sistema Internazionale (SI), è di tipo atomico e sfrutta una transizione iperfina dell'atomo di cesio, generando un segnale elettrico la cui frequenza, di 9.192.631.770 Hz, ha una stabilità tale che occorrerebbero 5-1011 anni perché si sposti di 1 Hz. I campioni secondari sono ancora del tipo atomico, con atomo di rubidio, e risonatori a quarzo piezoelettrico.

Fisica: elettromagnetismo

La frequenza è il parametro distintivo delle onde elettromagnetiche (o della radiazione). Essa è collegata tramite la velocità della luce nel vuoto alla lunghezza d'onda (inversamente proporzionale) e tramite la costante di Planck all'energia del fotone (direttamente proporzionale); quest'ultimo è la particella elementare, priva di massa e che si muove alla velocità della luce, che nella descrizione quantomeccanica del fenomeno elettromagnetico corrisponde all'onda nell'ottica ondulatoria o al raggio nell'ottica geometrica. La frequenza delle onde elettromagnetiche (o della radiazione o dei fotoni) copre una gamma vastissima denominata spettro elettromagnetico. Esso per ragioni pratiche viene suddiviso in intervalli di frequenza che manifestano proprietà comuni in rapporto ai vari fenomeni fisici e alle applicazioni. All'estremità inferiore dello spettro vi sono i raggi meno energetici: il calore radiante e la regione delle radiocomunicazioni (suddivisa in bande il cui impiego è regolamentato dalle autorità per evitare l'affollamento dell'etere). Seguono l'infrarosso, il visibile, l'ultravioletto, i raggi X e i raggi gamma che confinano con i raggi cosmici, i più energetici. Tutti i corpi emettono o assorbono radiazione elettromagnetica in rapporto alla temperatura e, in particolare, in rapporto a transazioni molecolari, atomiche e nucleari emettono o assorbono radiazione a frequenza crescente.