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frontóne

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Lessico

sm. [sec. XVI; da fronte].

1) Spazio triangolare delimitato dai due spioventi del tetto e dalla cornice della trabeazione sulle facciate degli edifici classici, in particolare dei templi.

2) Nei libri, lo stesso, ma meno comune, che testata.

Architettura: antichità classica

In Grecia la decorazione plastica frontonale, dapprima piatta e rigidamente simmetrica nei frontoni monumentali (frontone W del tempio di Corfù del 580 a. C. ca.; frontone W dell'Hekatòmpedon di Atene), più libera e ispirata a figurazioni pittoriche in quelli più piccoli, già a partire dalla fine del sec. VI (tesoro dei Sifni a Delfi, frontone E dell'Hekatòmpedon, tempio di Apollo a Delfi) e nella prima metà del sec. V (tempio di Afea in Egina, tempio di Zeus in Olimpia), andò acquistando sempre maggior scioltezza di linguaggio e unità compositiva, sino alla perfezione dei frontoni del Partenone, databili tra il 438 e il 433 a. C. Nel tempio etrusco-italico i frontoni figurati, per lo più in terracotta, compaiono già nel sec. VI, con esempi significativi anche nei secoli seguenti (tempio di Apollo dello Scasato, di Talamone, di Luni). La documentazione della plastica frontonale romana generalmente a rilievo e non a tutto tondo è scarsa; di alcuni templi della Roma imperiale le figurazioni del frontone sono note solo indirettamente (templi di Marte Ultore, di Giove Capitolino, di Iuno Regina, di Quirino). Svincolato dall'originaria disposizione sulle facciate dei templi, il frontone si trova anche a coronamento di edicole e di atri di edifici a pianta centrale (Pantheon a Roma).

Architettura: dal Medioevo al neoclassicismo

Per tutto il Medioevo, sino al romanico, il frontone è presente con la disposizione originaria in edifici con semplice tetto a due falde simmetriche, privo della cornice in basso, sostituita da un rosone o da altri elementi decorativi. Nel Rinascimento fu usato per coronare nicchie e finestre; in epoca manierista venne introdotto il frontone spezzato; in età barocca ebbe forme ancora più varie: curvilineo (con i due lati inclinati sostituiti da una linea ad arco di cerchio); a modanature fantasiose; spezzato (con il coronamento interrotto per accogliere stemmi, busti e altre decorazioni). Dopo il periodo neoclassico, che usò frontoni greci classici per i propri edifici, questo elemento architettonico andò scomparendo a meno di un vario e sporadico uso in edifici eclettici.