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fumògeno

agg. e sm. [sec. XX; fumo+ -geno]. Di sostanza che produce fumo. In particolare, mezzo ausiliario usato nella tecnica militare per l'occultamento o il mascheramento di determinati obiettivi o per segnalazioni, mediante produzione artificiale di nebbia o fumo. § Tra i fumogeni vengono comunemente considerati anche sostanze propriamente nebbiose; gli apparecchi specifici utilizzati per l'impiego di fumogeni sono perciò denominati indifferentemente fumogeni o nebbiogeni. I fumogeni sono molto utili in marina e nell'impiego tattico di mezzi corazzati, sebbene la diffusione del radar ne abbia diminuito molto l'efficacia. In marina per produrre cortine fumogene si impiegano apparecchi nebulizzatori per miscele di nafta e vapor acqueo surriscaldato o si provoca l'imperfetta combustione della nafta nell'apparato motore. Fumogeni efficaci sono le sostanze altamente igroscopiche che, condensando l'umidità dell'aria in minutissime goccioline, formano nebbie molto dense miste a fumi. Al riguardo notevole impiego hanno avuto, nonostante la pericolosità del loro uso per gli operatori dovuta a proprietà caustiche e irritanti delle sostanze in sé o dei prodotti sviluppati, l'anidride fosforica, l'anidride solforica e la cloridrina solforica. Attualmente si ricorre a fumogeni misti costituiti da miscele complesse; il più noto tra questi è la miscela Berger, usata in particolare per la confezione di candelotti fumogeni, costituita per il 25% da zinco in polvere, per il 20% da ossido di zinco, per il 50% da tetracloruro di carbonio e per il 5% da farina fossile. Per accensione della miscela si libera cloruro di zinco che provoca la condensazione dell'umidità atmosferica presente; molto usati sono anche altri cloruri metallici, di alluminio, titanio, stagno, che agiscono, opportunamente nebulizzati, in modo analogo. Tutti questi fumogeni perdono efficacia se usati in ambienti secchi. I parametri per la valutazione di un fumogeno sono la forza oscurante, data dallo spessore minimo di fumo prodotto necessario a impedire la visione di una sorgente luminosa standard, e il potere oscurante totale, che si ottiene moltiplicando il numero di litri di nebbia ottenuti da 1 kg di fumogeno per la forza oscurante. I fumogeni da segnalazione sono formati da miscele di clorato di potassio e zucchero con aggiunta di opportuni coloranti.