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funzióne (sociologia)

possibile conseguenza o, comunque, ricorrenza resa probabile dalla logica che presiede a determinati comportamenti (come rituali, uso di simboli, ecc.), ma anche vera e propria correlazione fra due o più fenomeni osservati, in analogia con il linguaggio matematico. Con l'analisi della funzione , i sociologi hanno cercato di superare il livello della pura descrizione dei fenomeni sociali. Soprattutto sotto il primo profilo, il concetto di funzione si è rivelato cruciale per gli sviluppi della ricerca sociologica e antropologica, sino a costituire il principale punto di riferimento della teoria nota, appunto, come funzionalismo. Ai contributi di T. Parsons – considerato il principale esponente di questo indirizzo sociologico – vanno aggiunti quelli dedicati da R. K. Merton alla distinzione fra funzione latente e funzione manifesta, dove la prima indica la ragione reale – ancorché non apparente – di determinati comportamenti o cerimoniali, mentre la seconda rappresenta la manifestazione esteriore e la giustificazione formale del fatto. Così, nel celebre esempio della danza della pioggia degli indiani Hopi, la funzione latente – rafforzare la coesione e la solidarietà della comunità in presenza di una minaccia ambientale – prevale chiaramente su quella manifesta (celebrare un rito propiziatorio di dubbio esito pratico). Nell'accezione mutuata dal linguaggio matematico, una funzione , invece, collega un'informazione nota con un'altra sconosciuta, ma senza che sia possibile istituire relazioni logiche eccessivamente stringenti, dati gli effetti di retroazione caratteristici dei comportamenti umani ed evidenti nelle situazioni di aspettativa, paura, previsione orientata a uno scopo, che condizionano il rapporto fra le due variabili.