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funzionalismo (sociologia)

scuola di pensiero che pone alla sua base il concetto di funzione sociale per spiegare i comportamenti umani. Più rigorosamente, lo sviluppo di una vera e propria teoria del funzionalismo si può rintracciare nella produzione scientifica di E. Durkheim, che per primo enuncia l'esigenza di indagare correlazioni significative fra eventi e fenomeni – cioè il variare di uno degli elementi osservati al modificarsi dell'altro –, che non siano riconducibili ad azioni consapevoli. Fra le due guerre, il funzionalismo ha trovato vigoroso impulso dalle ricerche antropologiche ed etnologiche di B. Malinowski e di A. R. Radcliffe-Brown, che hanno indagato la presenza nelle comunità primitive di funzioni indispensabili alla preservazione e alla coesione della cultura del gruppo, e delle condizioni necessarie alla stessa aggregazione comunitaria (vedi funzionalismo). Più articolato è il modello applicato da T. Parsons allo studio delle cosiddette società complesse, che – ponendo in connessione le strutture sociali con le funzioni proprie del più vasto sistema sociale e delle sue articolazioni (donde la definizione di struttural-funzionalismo) – cerca di recuperare il rapporto fra mezzi e scopi dell'agire umano. Si cerca di evitare, cioè, tanto l'astratta equiparazione dell'azione a una sorta di “necessità” biologica, quanto una lettura solo razionale e intenzionale dell'agire. Con l'effetto, però, di privilegiare eccessivamente il ruolo del sistema, per cui ogni evento rischia di essere selezionato o respinto soltanto in ragione delle esigenze di autopreservazione del Grande Sistema funzionale. Da qui è partita l'accusa di conservatorismo ideologico: C. Wright Mills, per esempio, ha sottolineato come l'accentuazione degli aspetti dell'integrazione sociale sia andata a discapito della comprensione della realtà, che invece è caratterizzata anche dal conflitto, dalla devianza e dalla tendenza al mutamento sociale. Una catena di variazioni teoriche e metodologiche – sino al funzionalismo sistemico rappresentato dagli studi di N. Luhmann –, ha finito per togliere centralità e vigore alla prospettiva funzionalistica nel suo complesso.

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