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gèmma

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino gemma, germoglio, pietra preziosa].

1) In botanica, primordio di un asse caulinare già presente nell'embrione contenuto nel seme. Per estensione: A) in biologia, protuberanza del corpo, di un Protozoo o di un Metazoo, che nella riproduzione asessuale per gemmazione si svilupperà in un individuo completo sia unito al genitore che separato da esso. B) In anatomia ed embriologia, il termine viene talvolta usato anche quale sinonimo di abbozzo e bottone; in particolare gemma dentale, rilevatezza che si forma sull'epitelio della cavità boccale dell'embrione, da cui si origineranno i denti decidui.

2) Nel linguaggio comune, pietra preziosa, anello, gioiello.

3) Fig., persona o cosa che si distingue per le sue doti (bellezza, bravura, ecc.): gemma di bontà. Anche opera di alta qualità artistica, rarità.

4) Lett., astro, stella.

Botanica

La gemma è formata dai meristemi dell'apice caulinare (gemma apicale) e dagli abbozzi fogliari, all'ascella dei quali possono già essere presenti gli abbozzi degli apici dei rami laterali (gemme ascellari o laterali). Zone meristematiche suscettibili di formare gemme possono permanere o differenziarsi successivamente anche in altre posizioni, come sulle porzioni vecchie dei rami, sul fusto, sulle radici e persino sulle foglie, nel qual caso le relative gemme si dicono avventizie. Nelle gemme mediante le quali la pianta supera la stagione avversa (gemme ibernanti) gli abbozzi fogliari più esterni si trasformano in organi di protezione (perule), mentre gli altri abbozzi fogliari più interni rimangono invariati.

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