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gèrme

(ant. gèrmine), sm. [sec. XIV; dal latino germen-ínis].

1) Il primo abbozzo embrionale dopo la fecondazione: germe dentario, abbozzo embrionale di ciascun dente; fig., in germe, che è appena all'inizio, che non è ancora sviluppato: rimasto in germe, che non è andato oltre lo stadio di abbozzo. §Con accezioni particolari: A) In biologia è talora è usato per batterio: germi patogeni.B) Nel linguaggio lett., più spesso con riferimento ai vegetali, indica le neoproduzioni dovute a fenomeni di germinazione; talora il termine è usato con l'accezione generica di seme o germoglio. Fig., ciò da cui si sviluppa originariamente o può svilupparsi qualche cosa di positivo o di negativo: la debolezza è il germe della sua rovina. Lett., disus., figlio, discendente.

2) In fisica, particella materiale, spesso elettricamente carica, attorno alla quale ha inizio la condensazione di un vapore; l'assenza di germe di condensazione porta alla formazione di vapori soprassaturi.

3) In metallografia indica un centro di cristallizzazione che, in un liquido in fase di solidificazione, favorisce la formazione e il successivo accrescimento dei cristalli solidi. Può essere della stessa natura del solido o di natura diversa.

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