góla

sf. [sec. XIII; latino gula].

1) Cavità interna del collo costituita dal retrobocca e dalle porzioni iniziali delle vie respiratorie (faringe orale, laringe, trachea superiore) e del tubo digerente; per la gola di lupo, vedi palatoschisi; avere il mal di gola, avere la faringe irritata o infiammata; col boccone in gola, appena mangiato; a piena gola, a voce spiegata, a squarciagola; essere pieno fino alla gola, essere sazio e, fig., non sopportare più qualche cosa; rimanere a gola asciutta, senza mangiare o bere e, fig., restare deluso; fig., ricacciare un'offesa in gola a qualcuno, far disdire a qualcuno le accuse; parlare in gola, in modo indistinto, difettoso; avere un nodo alla gola, essere commosso fino a piangere.

2) Per estensione, la parte anteriore del collo, il collo stesso: tagliare la gola a qualcuno, sgozzarlo; saltare alla gola di qualcuno, assalirlo; prendere qualcuno per la gola, prenderlo per il collo e, fig., imporgli la propria volontà approfittando del suo stato di necessità; aver l'acqua alla gola, stare per affogare e, fig., trovarsi in gravi difficoltà.

3) Intenso desiderio di cibi o bevande: far gola, di cosa che provoca un forte desiderio. In particolare, per la religione cattolica, uno dei sette peccati capitali.

4) Con rif. alla forma della parte anatomica o alla sua struttura cava e profonda o alla sua funzione di conduttura e di scarico, il termine è usato in varie accezioni specifiche: A) In edilizia, tratto a imbuto che raccorda il focolare di un caminetto con la canna fumaria; gola di lupo, incavo semicircolare di un battente che accoglie la sporgenza analoga dell'altro in modo da realizzare una perfetta tenuta. B) Nei forni a tino, sezione minima del forno, detta anche bocca del forno, localizzata nella parte superiore. C) La zona più profonda e stretta di una voragine, in particolare, in Dante, di una bolgia. D) Valle stretta e profonda dai versanti assai ripidi dovuta all'evoluzione di una forra. E) Nella tecnologia meccanica, scanalatura che può avere sezione diversa in relazione allo scopo, ricavata su superfici cilindriche interne o esterne; per esempio la gola di una puleggia, nella quale si inserisce la cinghia a sezione trapezoidale, o le gole di scarico su parti da rettificare. F) In fonderia, il raccordo che si realizza tra due superfici di un getto per evitare che la presenza di un angolo vivo dia luogo a difetti di fusione e a concentrazione di sforzi. Il termine indica anche la parte di modello che serve a ottenere tale raccordo nella formatura. G) Modanatura classica con profilo a forma di S costituita da due archi di cerchio dello stesso raggio opposti e raccordati. La gola è detta diritta quando si presenta con concavità superiore e convessità inferiore, rovescia quando ha andamento inverso. H) La parte del gambo di una nota musicale più vicina alla testa.

5) In geometria, linea di gola di una superficie è, tra le intersezioni di un piano con la superficie, quella che racchiude l'area minima rispetto a tutte le altre. Per esempio, in un iperboloide a una falda, ottenuto dalla rotazione di un iperboloide attorno all'asse non trasverso, la linea di gola è la circonferenza descritta da un vertice dell'iperbole.

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