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gózzo

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Lessico

sm. [sec. XIV; da (gar)gozza].

1) Dilatazione dell'esofago degli Uccelli (detto anche ingluvie) in cui, grazie alla presenza di adatte ghiandole, inizia la digestione. In alcuni uccelli (come i piccioni) è provvisto di tasche laterali che secernono, nel periodo della riproduzione, un secreto caseoso, noto come “latte del gozzo”.

2) Per estensione, gola di uomo o di animale; stomaco: empirsi il gozzo, mangiare troppo e ingordamente; fig.: avere qualche cosa sul gozzo, non riuscire a mandarla giù (di offesa o cosa spiacevole); non tenere nulla nel gozzo , dire tutto quello che si ha da dire.

Medicina

Displasia tiroidea (detta anche struma) consistente nell'aumento di volume della tiroide, da mettere in rapporto ad ipertrofie, iperplasie e neoplasie del tessuto ghiandolare. § Colpisce ambedue i sessi, ma con maggior frequenza il sesso femminile. Si distinguono tre gruppi principali di gozzo o strumi: ipertrofico-iperplastico, adenomi (o strumi neoplastici benigni), carcinomi (o strumi maligni). I gozzi ipertrofici-iperplastici sono di solito il risultato di un'alterazione dell'interazione tra ipofisi e tiroide e sono in genere dovuti a un'iperincrezione di tireotropina ipofisaria, ormone che stimola la produzione degli ormoni tiroidei. Così nel è responsabile la carenza di iodio, elemento necessario per la sintesi di ormoni tiroidei, che si riscontra nell'acqua di alcune aree geografiche. Nel gozzo endemico, come in altre forme di gozzo () il blocco della sintesi degli ormoni tiroidei è responsabile di eccessiva produzione di tireotropina ipofisaria con incremento della stimolazione ghiandolare e quindi ipertrofia e iperplasia tiroidea. Un gozzo con caratteristiche microscopiche di iperfunzione tiroidea è il gozzo basedowiano o esoftalmico, responsabile di una sindrome tireotossica (malattia di Basedow-Flaiani-Graves) a eziologia autoimmune, caratterizzata dalla presenza nel sangue dei soggetti che ne sono affetti di anticorpi ad attività stimolante la tiroide. Talora i gozzi benigni possono andare incontro a trasformazione neoplastica maligna (adenoma maligno e adenocarcinoma). Il gozzo può manifestarsi clinicamente con o senza sintomi periferici di distiroidismo, per cui si distinguono sindromi da ipertiroidismo con vari sintomi oculari, aumenti del metabolismo basale, tachicardia, ecc., e sindromi da ipotiroidismo con mixedema della cute e delle mucose, depressione, aumento di peso ecc. Per quanto riguarda l'aspetto macroscopico, l'ingrossamento della tiroide, più o meno intenso fino a quadri mostruosi, può interessare la totalità della ghiandola ( ) oppure solo una parte di essa ( o). I gozzi, per la loro ricca e irregolare irrorazione sanguigna, vanno spesso incontro a disturbi vascolari e trofici; frequenti sono le emorragie e le necrosi che guariscono per proliferazione sostitutiva di connettivo ed eventuale calcificazione (, , , , ecc.). Il determina gravi fenomeni compressivi sulle strutture anatomiche vicine (trachea, vene giugulari, carotidi comuni, nervi ricorrenti, esofago); inoltre, può complicarsi per l'intervento di processi flogistici acuti e cronici (strumite semplice, purulenta, tubercolare, ecc.). I gozzi che si trovano in aree diverse da quelle comunemente occupate dalla tiroide sono detti distopici (gozzi endotoracici). Da un punto di vista anatomopatologico si distinguono ,,,. Il gozzo parenchimatoso è costituito da microalveoli stipati con le caratteristiche della ghiandola in attività secretiva (gozzo microfollicolare). Il gozzo colloide è caratterizzato dalla presenza di follicoli ghiandolari ingranditi, pieni di sostanza colloide (gozzo macrofollicolare), come di una ghiandola ipofunzionante. Sono frequenti i fenomeni regressivi con calcificazioni e talora metaplasia ossea. Il gozzo vascolare è caratterizzato da un'abnorme vascolarizzazione responsabile a volte di sintomi particolari (pulsatilità, espansibilità ritmica, soffi vascolari). Il gozzo cistico è dovuto alla graduale dilatazione e confluenza di follicoli a contenuto colloide. La terapia è chirurgica quando esistono fenomeni compressivi o nei casi di ipertiroidismo (che possono però essere trattati anche con iodio radioattivo o con farmaci soppressori dell'attività ghiandolare come il propiltiouracile e il metimazolo) e di tendenza alla trasformazione neoplastica; nel caso invece di ipotiroidismo sono indicati gli ormoni tiroidei di sintesi ed eventualmente una supplementazione di iodio, che è usato però soprattutto in funzione preventiva del gozzo. La quantità di iodio assunta con la dieta moderna è infatti largamente insufficiente e diversi studi hanno dimostrato l'utilità di sostituire il normale sale da cucina con sale iodato per aiutare a ridurre i casi di ipotiroidismo nella popolazione.