gallina

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino gallīna]. La femmina del gallo domestico e di altri Galliformi, che si differenzia dal maschio per la statura più piccola, il piumaggio dalle tinte più modeste, le penne della coda più corte, la cresta più piccola e floscia; viene intensamente allevata per la carne (la gallina viene preparata specialmente bollita perché dà un ottimo brodo) e per le uova.§ Loc.: latte di gallina, frullato composto di uova, latte e zucchero; fig., cibo squisito, difficilissimo da trovare; scrivere come una gallina, con una grafia brutta e irregolare; zampe di gallina, scrittura illeggibile; anche piccole rughe che si formano agli angoli esterni degli occhi; cervello di gallina, di persona poco intelligente o di scarso giudizio; andare a letto con le galline, coricarsi molto presto. Proverbi: “La gallina che canta ha fatto l'uovo”, di chi, cercando di scusarsi, dimostra di essere in colpa; “Gallina vecchia fa buon brodo”, che si dimostra utile per la sua esperienza; “Meglio un uovo oggi che una gallina domani”, meglio il poco ma sicuro che il tanto ma incerto.

Veterinaria

Tipica malattia delle gallina è il cosiddetto fegato grasso. Essa colpisce soprattutto le galline ovaiole tenute in gabbie o recinti, ed è dovuta ad aumentata lipogenesi che provoca degenerazione grassa (steatosi) del fegato. Questo aumento è determinato da un eccessivo consumo di carboidrati, ma anche da non idonee condizioni ambientali. La malattia ha una mortalità molto bassa. Le galline colpite diminuiscono improvvisamente il numero delle uova deposte, aumentano di peso e hanno la cresta e i bargigli pallidi. All'autopsia, il fegato risulta pallido, ingrossato e friabile. La profilassi si basa sull'abbassamento delle calorie del mangime.

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