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gamba

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino tardo gamba, che risale al greco kampē, curvatura, articolazione].

1) Propr., porzione dell'arto inferiore compresa tra il ginocchio e il piede; nel linguaggio comune, ciascuno degli arti inferiori dell'uomo: gambe diritte, storte; avere le gambe da fantino, averle molto arcuate. In alcune loc., con sensi fig. ed estensivi: avere buone gambe, avere attitudine a camminare; le gambe mi fanno giacomo giacomo, mi tremano per la paura o per la debolezza; mettersi la strada tra le gambe, andarsene, mettersi in cammino; prendere una cosa, una persona sotto gambe, non darle la dovuta importanza; darsela a gambe, fuggire; correre a gambe levate, mettersi le gambe in spalla, fuggire, correre a gran velocità; gambe!, scappa!, scappiamo!; fare il passo secondo la gamba, commisurare le iniziative, le spese, alle proprie possibilità; fare il passo più lungo della gamba, pretendere di fare di più di quanto permettano le proprie forze, le proprie disponibilità; andare a gambe levate, a gambe all'aria, cadere all'indietro; fig., crollare, andare in rovina, finire nel nulla: il progetto è andato a gambe all'aria; mandare a gambe all'aria, far cadere; anche mandare in rovina, guastare; essere in gamba, essere in buona salute; essere abile, valente; in gamba!, escl. di augurio; rimettersi in gamba, riprendere la salute, ristabilirsi; non avere più gambe, non reggersi per la stanchezza; stirare le gambe, morire; non levarci le gambe, non riuscire a sbrogliarsela; dare alle gambe a uno, cercare di nuocergli. Proverbio: “Chi non ha testa abbia gambe”, perché chi dimentica una cosa deve tornare indietro a prenderla.

2) Per estensione, ognuno degli arti degli animali: il cane ha quattro gambe. Fig., raddrizzare le gambe ai cani, voler correggere persone incorreggibili.

3) Parte dei calzoni che ricopre ciascuna gamba: accorciare le gambe ai pantaloni. Sostegno di un mobile o di un oggetto in genere: le gambe del tavolo, delle sedie, dell'armadio; la gamba di un candelabro. In particolare, elemento verticale di una lettera; asta, gambo: la gamba della p; la n ha due gambe; la gamba di una nota musicale, la lineetta che si prolunga in alto o in basso dalla testa di una nota. Con accezione specifica, nella tecnica, ciascuno dei montanti di un cavalletto, traliccio, ecc., in particolare dei quadri d'armatura nelle gallerie minerarie: le gambe possono essere costituite da elementi scorrevoli, e quindi allungabili, e a snodo. Nella tecnica aeronautica si dice gamba di forza l'elemento strutturale principale del carrello di un aeromobile, avente il compito di sopportare i carichi, soprattutto verticali, che si verificano all'impatto col terreno.

4) In marina, attorcigliamento vizioso di una cima su se stessa.

5) In geologia, gamba di una piega è sinonimo di fianco di una piega.

Anatomia

La gamba ha forma cilindro-conica tronca, con diametro massimo dove la presenza di una maggiore massa muscolare la rende più voluminosa (polpaccio); all'attaccatura col piede è più sottile e snella (caviglia). Lo scheletro della gamba è costituito da tibia e fibula, attorno alle quali è situata una dozzina di muscoli, in quattro logge formate dalla disposizione delle ossa e dei setti tendinei. La regione anteriore della gamba accoglie la loggia tibiale (con i muscoli tibiale anteriore, estensore comune delle dita del piede ed estensore proprio dell'alluce) e quella laterale (con i muscoli peronei lungo e breve); la regione posteriore presenta la loggia profonda (con il muscolo popliteo e quello tibiale posteriore, flessori lungo delle dita e proprio dell'alluce) e quella superficiale (con i muscoli gastrocnemio e soleo).

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