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gazzèlla

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Lessico

sf. [sec. XIV; dall'arabo ghazāla].

1) Nome di numerose specie di Artiodattili BovidiAntilopini, in particolare di quelli appartenenti al genere Gazella.

2) Fig., persona agile e veloce: occhi di gazzella, grandi e malinconici. Popolare, veloce autovettura in dotazione ai carabinieri.

Zoologia

Le gazzelle sono caratterizzate da forme leggere ed eleganti, statura media o piuttosto piccola (altezza al garrese da 50 a 90 cm, peso 12-85 kg), testa piccola, muso breve e sottile, occhi piuttosto grandi e vivaci, corna presenti in genere in entrambi i sessi, quasi diritte oppure arcuate a S, sempre anellate. Le gazzelle sono diffuse in Africa e nell'Asia continentale. Un primo gruppo di tre specie comprende le cosiddette gazzelle grandi, con rivestimento peloso bianco nella parte posteriore del corpo. La gazzella dama (Gazella dama) è tipica del deserto ed è diffusa in tutto il Sahara e nel Sudan; vive in gruppi di 10-30 capi e compie migrazioni periodiche nel deserto (la gazzella dal collo rosso è una sua sottospecie). La gazzella di Sömmering (Gazella soemmeringi) vive in territori stepposi dell'Etiopia, aggregandosi in gruppi di varia entità. Più nota e comune è la gazzella di Grant (Gazella granti), che vive pure nell'Africa orientale, sia in zone steppose sia nelle boscaglie; durante la stagione secca è possibile osservare branchi di centinaia di questi animali, maschi e femmine in numero quasi uguale; nella stagione delle piogge e nelle zone cespugliose, i branchi sono molto più piccoli e sovente composti da individui di un solo sesso. Un secondo gruppo di otto specie ha la parte posteriore del dorso e delle cosce molto meno marcata di bianco: sono l'edmi (Gazella gazella), dell'Africa nordoccidentale e dell'Asia occidentale, quasi del tutto sterminata; la gazzella dorcade o gazzella del deserto (Gazella dorcas), tipica specie deserticola, conosciuta sin dall'antichità, oggi in grave pericolo di estinzione, un tempo largamente diffusa nell'Africa settentrionale e nell'Arabia; la gazzella bianca (Gazella leptoceros), del centro del Sahara e dell'Arabia; la gazzella dalla fronte rossa (Gazella rufifrons) del Sahara meridionale; la gazzella di Thomson (Gazella thomsoni) di parte dell'Africa orientale; la gazzella di Heuglin (Gazella tilonura) dell'Egitto meridionale e del Sudan; la gazzella di Speke (Gazella spekei) dell'estrema Africa orientale e infine la gazzella di Pelzeln (Gazella pelzelni) di analoga diffusione. Queste gazzelle sono in via di estinzione per la spietata caccia cui sono state sottoposte. Al genere Gazella appartiene anche la gazzella subgutturosa (Gazella subgutturosa), i cui maschi all'epoca dell'accoppiamento presentano un rigonfiamento sulla gola e un ingrossamento sulla nuca, diffusa nell'Asia centrale e occidentale. Al genere Procapra appartengono due specie dell'Asia centrale, dai costumi quasi sconosciuti: la gazzella del Tibet o goa (Procapra picticaudata) e la gazzella della Mongolia (Procapra gutturosa).

Etologia: gazzella di Grant

La gazzella di Grant vive in branchi numerosi, intorno ai quali gravita un gran numero di predatori. I suoi sistemi difensivi si basano su un certo criptismo, una notevole acutezza dei sensi, in particolare la vista e l'udito, e una grande velocità e resistenza nella corsa; inoltre la capacità di trascorrere lunghi periodi senza bere permette a questa gazzella, almeno nei periodi successivi alle nascite, di abitare anche zone di savana assai aride, in genere poco frequentate dai predatori. Nel branco al pascolo, mentre le gazzelle stazionano con il capo vicino al suolo, alcuni individui si alternano continuamente a scrutare i dintorni, dividendo il tempo fra l'alimentazione e la guardia. Qualsiasi pericolo è segnalato, con crescente intensità, per mezzo di sbuffi secchi e brevi, una sorta di passo sul posto effettuato con le zampe anteriori e un balzo a zampe rigide, pure sul posto e che in genere precede la fuga. Le gazzelle in fuga, inoltre, agitano continuamente la coda, modificando di conseguenza l'aspetto della parte posteriore del corpo e segnalando alle altre gazzelle la propria posizione, sì che il branco si mantenga unito. I maschi adulti, e di questi in genere solo i più forti, sono decisamente territoriali e marcano aree di diametro fino a seicento-ottocento metri, spargendosi più o meno uniformemente su tutta l'area occupata dal branco. La marcatura è effettuata deponendo presso i confini urina e feci, che contengono segnali olfattivi. I maschi che si incontrano presso i confini territoriali si fronteggiano a lungo scuotendo il capo (esibizione di minaccia); se nessuno dei due si ritira, si approssimano, camminando in cerchio uno intorno all'altro e, se il confronto dura a lungo, cozzano con le corna spingendosi reciprocamente. Durante la parata di intimidazione compiono frequenti attività di sostituzione, scuotendo il capo, grattandosi i fianchi con le corna, brucando erba, ecc., dimostrando in tal modo la scarsa propensione a combattere propria della loro specie. Gli scontri, infatti, sono in genere di breve durata e sono sufficienti a stabilire i confini territoriali. Le femmine, i giovani e i maschi senza territorio vagano continuamente all'interno dell'area occupata dal branco, mentre i maschi territoriali si adoperano continuamente a impedire che le femmine in transito abbandonino i loro territori. Per ottenere questo, attraversano il loro percorso e cercano di radunarle in un harem. Un maschio possiederà un harem tanto più ricco quanto più grande è il suo territorio e quindi quante più femmine il territorio potrà sfamare. Il periodo che precede l'accoppiamento è caratterizzato da un lento inseguimento delle femmine da parte del maschio. Le femmine in estro accettano il maschio solo al culmine del calore; allora gli permettono di raggiungerle e gli mostrano la propria accettazione sollevando la coda. Dopo la monta, il maschio rivolge la propria attenzione a un'altra femmina dell'harem. Le nascite sono concentrate nei primi due mesi dell'anno, anche se, come per altri animali di climi tropicali ed equatoriali, possono aver luogo durante tutto l'anno. Le femmine prossime al parto si tengono in disparte dal branco e depongono il piccolo in un luogo riparato, ingerendo subito dopo la placenta e gli altri resti del parto, che potrebbero attrarre predatori. I piccoli, capaci di camminare già poche ore dopo la nascita, trascorrono il primo periodo della vita nascosti nell'erba alta, muovendosi solo in presenza della madre. Questa, prima di recarsi al pascolo, e in genere dopo ogni poppata, stimola il proprio piccolo a liberarsi dagli escrementi massaggiandolo energicamente con la lingua nella regione ano-genitale e poi ingurgita gli escrementi, sicché vicino al piccolo non restano tracce olfattive. L'acinesia, unita al criptismo del mantello, è l'unica protezione delle gazzelle neonate e d'altro canto, fino a che esse non saranno in grado di galoppare agilmente accanto alle madri, a nulla varrebbe loro tentare la fuga, dato che da un lato qualsiasi predatore sarebbe in grado di raggiungerle, e dall'altro la madre, attratta dalla vista del piccolo, sarebbe indotta a soffermarsi per difenderlo, rischiando la morte essa stessa. Una volta in grado di seguire la madre, la giovane gazzella fugge dai predatori insieme a essa e la madre, seppure di piccola mole, non esita a fronteggiare i predatori più piccoli, come gli sciacalli. Se questi cacciano in coppia, tuttavia, riescono quasi sempre a separare la madre dal figlio e ad avere ragione di quest'ultimo. Talvolta, però, alcune madri possono riunirsi e contrastare con successo anche una coppia di sciacalli. I predatori più grandi non hanno in genere difficoltà a sopraffare le gazzelle di Grant e di queste, oltre ai piccoli, sono particolarmente vulnerabili le madri, restie ad allontanarsi dai luoghi in cui giacciono i figli, e i maschi territoriali, in genere fortemente attaccati alle loro aree e poco propensi a superarne i confini.

Etologia: gazzella di Thomson

La gazzella di Thomson ha un comportamento molto simile a quello della specie precedente, con cui spesso forma branchi misti. Possiede un segnale di allarme in più: una striscia nera lungo i fianchi, che in caso di pericolo viene percorsa ripetutamente da un fremito, attirando l'attenzione dei compagni di branco. I maschi territoriali, inoltre, marcano i confini dei territori anche con la secrezione di ghiandole preorbitali, che vengono passate ripetutamente sull'erba per lasciare una traccia olfattiva. I territori hanno diametri di circa un terzo di quelli della gazzella di Grant e per affermarne il possesso i maschi combattono a lungo e violentemente. Mentre radunano le femmine dell'harem, infine, i maschi bramiscono in modo caratteristico.