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generazióne

sf. [sec. XIII; dal latino generatĭo-ōnis].

1) Atto ed effetto del generare; riproduzione di nuovi individui da parte di individui della stessa specie: la generazione degli animali, delle piante.§ In particolare in biologia, per generazioni alternante, vedi alternanza e metagenesi; generazione spontanea, la generazione di organismi viventi da materia inerte; per i dibattiti e le ricerche relative, vedi origine della vita. Fig., produzione, formazione: generazione di calore, di elettricità. § Con accezioni specifiche: A) nella filosofia aristotelica, il passaggio dal non essere all'essere di una sostanza (generazione assoluta) o di una qualità di essa (generazione qualificata). B) In logica, definizione per generazione, quella che espone il modo di produzione di un oggetto del pensiero (per esempio la definizione di una figura geometrica come costruzione attraverso il movimento determinato di una figura già data). C) Nel linguaggio tecnico, i vari tipi, successivi nel tempo, di una determinata categoria di apparecchiature, ciascuno dei quali presenta caratteristiche più avanzate rispetto al tipo precedente. Si usa in particolare per gli elaboratori, per cui si parla di elaboratori di prima, seconda, terza generazione.

2) L'insieme delle persone di una famiglia che hanno lo stesso grado di discendenza dal comune capostipite: la prima, la seconda generazione, i figli, i nipoti; tramandare di generazione in generazione, di padre in figlio. Per estensione, l'insieme degli individui che hanno pressappoco la stessa età: la generazione di mio padre, generazione perduta; anche l'insieme degli uomini appartenenti alla stessa epoca: la generazione del primo Novecento.

3) Per estensione, il tempo medio che intercorre tra una generazione e quella successiva, calcolato in circa trent'anni.

4) Non comune, razza.

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