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georgiano (architettura e arredamento)

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agg. Proprio dell'epoca in cui regnarono in Inghilterra alcuni re di nome Giorgio.

Architettura georgiana

Con questo termine si designa l'attività architettonica svoltasi in Inghilterra tra il 1714 e il 1830 e comprendente i regni di Giorgio I, Giorgio II, Giorgio III e Giorgio IV. Essa è caratterizzata, ai suoi esordi, da un atteggiamento di reazione al barocco di Hawksmoor e Vanbrugh e da una ripresa del palladianesimo di Inigo Jones. Fondamentale in questo senso fu l'azione architettonica e culturale di lord Burlington e del suo gruppo, comprendente il poeta Alexander Pope e gli architetti William Kent e Colin Campbell, l'autore del Vitruvius Britannicus (1717-25). Alla diffusione in ogni parte dell'Inghilterra e della Scozia del palladianesimo si affiancò in seguito un classicismo nutrito di rapporti diretti con la grecità, che alla semplicità della struttura unì una raffinatissima decorazione degli interni, i cui esempi più straordinari sono dovuti a Robert e James Adam (Home House; casa di lord Derby a Londra). Fu l'inizio di quell'atteggiamento storicista a carattere preromantico così caratteristico dell'Ottocento inglese. Ma l'aspetto più nuovo e interessante dell'architettura georgiana fu l'interesse per il problema dell'abitazione e della città “moderna”: ne sono esempi l'opera di George Dance il Giovane a Londra e la cittadina termale di Bath, la cui pianificazione continua nel tempo, basata su spazi di forma variata (circus e crescents) e blocchi edilizi omogenei, è dovuta all'opera dei due Wood, padre e figlio, e del Palmer. Più avanti, agli inizi dell'Ottocento, si colloca la geniale ristrutturazione di John Nash del complesso di Regent Street e del Regent's Park a Londra, con felicissima integrazione tra l'intervento urbanistico e l'elemento naturale.

Stile georgiano

Caratteristiche e distinzioni precise di questo stile non sono nettamente individuabili nel mobilio creato in Inghilterra nel Settecento. Nella prima metà di tale secolo, l'ebanisteria e i prodotti delle varie categorie d'arte applicata inglese risentirono dei continui mutamenti del gusto e manifestarono, nella diversità di tendenze e di influenze, l'incertezza di un preciso orientamento stilistico. A operare scelte ben definite intervennero nella seconda metà del Settecento la sensibilità e l'eccezionale ingegno di quattro forti personalità, destinate a guidare il gusto e il costume inglesi dell'epoca: Th. Chippendale, R. Adam, G. Hepplewhite e Th. Sheraton. Le idee, i progetti, le realizzazioni e soprattutto le intuizioni di questi artisti (autori anche di specifiche pubblicazioni, quali The Gentleman and Cabinet Maker's Director, di Chippendale, 1754; The Cabinet-Maker and Upholsterer's Guide, di Hepplewhite, 1788, postumo; The Cabinet-Maker and Upholsterer's Drawing Book, di Sheraton, 1791-94) contribuirono a definire in parte e con la diversa impronta dei singoli temperamenti le manifestazioni dell'arte applicata attuatesi con il sigillo poi convenzionale di stile georgiano. L'ultima fase di quest'epoca (1795-1830) rientra invece e più giustamente nello stile Reggenza.