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gestióne

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Lessico

sf. [sec. XIX; dal latino gestĭo-ōnis, da gerĕre, condurre, portare]. Il guidare un'impresa, un'attività economica: assumere la gestione di un ente; spese di gestione, quelle affrontate per garantire il funzionamento di un'impresa, ecc. Per estensione, il periodo di tempo durante il quale si gestisce qualche cosa: i risultati della precedente gestione non sono stati brillanti. § In particolare, enti di gestione, enti che amministrano le partecipazioni azionarie dello Stato. In Italia essi hanno avuto una notevole applicazione in base alla legge 22 dicembre 1956, n. 1589, che, tra l'altro, ha previsto che tutte le partecipazioni dello Stato siano inquadrate in enti autonomi di gestioni operanti secondo criteri di economicità.

Informatica

A livello di sistema di elaborazione, è l'insieme di funzioni assunte da un elemento del sistema nel corso dell'elaborazione stessa. Normalmente è il sistema operativo che con i suoi componenti provvede alle diverse gestioni dell'elaborazione. Le principali gestioni riguardano le operazioni di entrata/uscita, le interruzioni di programma, i flussi di dati e d'informazioni, le biblioteche di programmi e le priorità di esecuzione. A livello di applicazione, la gestione è l'insieme di programmi la cui esecuzione realizza un determinato scopo; in tal senso la gestione ha per oggetto, per esempio, le scorte, le risorse, la produzione, la banca dati, ecc.

Diritto romano

Attività di colui che, senza averne ricevuto incarico, trattava affari e interessi facenti capo ad altro soggetto. Da tale attività sorgeva un rapporto obbligatorio fra il negotiorum gestor e il titolare dell'interesse (dominus negotii): il primo era tenuto a proseguire l'attività intrapresa fino al compimento della stessa; il secondo era obbligato a risarcire il gestore delle spese incontrate e dei danni sopportati. L'istituto venne classificato dal diritto giustinianeo fra i “quasi contratti” e rimase in vigore anche in epoca medievale.

Diritto civile

La gestione conserva ancora le linee essenziali che aveva acquisito nel diritto romano, ma è venuta precisandosi come un atto giuridico avente carattere unilaterale. Il Codice Civile italiano stabilisce innanzitutto che chi, senza esservi obbligato, assume coscientemente la gestione di un affare altrui, è tenuto a continuarla e a condurla a termine fino a che l'interessato non sia in grado di provvedervi da se stesso. Il gestore è soggetto alle stesse obbligazioni che deriverebbero da un mandato; tuttavia il giudice, considerate le circostanze che hanno indotto il gestore ad assumere la gestione, può moderare il risarcimento dei danni ai quali questi sarebbe tenuto per effetto della sua colpa. Se la gestione è stata utilmente iniziata, l'interessato deve adempiere le obbligazioni che il gestore ha assunto in nome di lui e rimborsargli le spese necessarie e utili gravate degli interessi decorrenti dal giorno in cui sono state sostenute, purché non abbia opposto alla gestione un preciso divieto; se invece egli ratifica la gestione, si producono gli effetti giuridici che sarebbero derivati da un mandato.

Economia e finanza: gestione aziendale

L'insieme delle operazioni poste in essere dall'azienda per il raggiungimento del proprio fine. L'azienda, concepita come sistema di forze economiche, è scomponibile in tre aree: la prima riguardante l'organizzazione aziendale vera e propria, con la gestione delle energie umane e dei mezzi materiali e immateriali operanti nell'ambito aziendale; la seconda inerente all'analisi dei metodi e dei sistemi dell'elaborazione delle determinazioni quantitative; infine la terza, relativa al processo decisionale e a quello operativo, volti alla realizzazione delle operazioni aziendali. La gestione aziendale può essere distinta principalmente in tre aree: la gestione caratteristica, avente per oggetto lo svolgimento del processo (o dei processi) produttivo prescelto dall'azienda; essa consiste essenzialmente nel reperimento dei fattori produttivi, nella loro trasformazione tecnico-economica per l'ottenimento dei prodotti e nel collocamento di questi ultimi sul mercato; la gestione finanziaria, volta a dare copertura al fabbisogno finanziario generato dalla gestione caratteristica mediante il reperimento delle risorse sul mercato monetario e finanziario; la gestione patrimoniale, finalizzata a investire le risorse momentaneamente liberate dalla gestione caratteristica e in attesa di essere in essa reinvestite; poiché l'impresa opera in una economia basata sugli scambi monetari e non sul baratto, le diverse gestioni presentano, in specie quelle caratteristiche, aspetti e operazioni collegati ai movimenti del denaro, dei crediti e debiti di funzionamento (sostitutivi del denaro): tali operazioni sono riconducibili alla gestione monetaria.

Economia e finanza: servizi di gestione di un patrimonio

Si distinguono in gestioni patrimoniali in fondi e gestioni patrimoniali mobiliari. Le prime sono servizi di gestione di un patrimonio offerti da banche, SIM e società di gestione di fondi comuni, che investono il capitale affidato loro nella gestione in fondi comuni di investimento e SICAV. Il patrimonio conferito dai singoli clienti è distinto da quello della società di gestione e da quello degli altri clienti. La società ha l'obbligo di predisporre dei conti individuali, che permettano al cliente di individuare in ogni momento i beni di sua proprietà, e di cambiare eventualmente la composizione del portafoglio. Le gestionipatrimoniali mobiliari sono servizi di gestione di un patrimonio offerti da banche, SIM e società fiduciarie, che investono il capitale affidato loro nella gestione in valori mobiliari. Il patrimonio conferito dai singoli clienti è distinto da quello della società di gestione e da quello degli altri clienti.

Ecologia

Negli ultimi decenni del Novecento la crescita esponenziale della popolazione mondiale e il conseguente utilizzo spesso indiscriminato delle risorse hanno modificato profondamente l'ambiente. In relazione a tale pericolo è divenuta indispensabile una pianificazione razionale dell'uso delle risorse che, pur consentendo un certo grado di miglioramento della qualità della vita, non apporti danni sostanziali all'ambiente. Nella pratica, tale obiettivo può essere raggiunto attraverso una corretta gestione dell'ambiente che deve tenere conto anzitutto dell'identificazione dei limiti entro i quali determinate attività umane possono essere sviluppate e sostenute nel tempo. La gestione dell'ambiente richiede, quindi, un'approfondita conoscenza degli ecosistemi locali e globali, delle loro caratteristiche e delle risorse in essi presenti e utilizzabili. Tali basi conoscitive sono in genere evidenziate sotto forma di carte tematiche o di banche dati e dovrebbero essere utilizzate al fine di associare tutti i vari aspetti di volta in volta rilevanti (clima, idrologia, geologia, pedologia, morfologia, flora, fauna, usi del suolo, urbanizzazione, ecc.). È fondamentale, per una corretta gestione dell'ambiente, l'individuazione delle vocazioni ambientali di un dato territorio in rapporto al potenziale insediamento di attività umane o alla razionalizzazione di quelle già esistenti, perché costituisce una prima fase del processo di valutazione d'impatto ambientale che deve poi essere applicato alle singole realizzazioni.