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gettare

(lett. gittare), v. tr. e intr. (ind. pr. gètto) [sec. XIII; latino volg. *iectāre, per il classico iactāre, intensivo di iacĕre, gettare].

1) Tr., proiettare energicamente qualche cosa lontano: gettare sassi contro qualcuno; gettare la palla, il disco; molto usato in loc. proprie e fig.: gettare l'ancora, ancorarsi; gettare le armi, arrendersi; gettare la spugna, dichiararsi vinto, detto specialmente nel pugilato; gettare all'aria, mettere in disordine; gettare il tempo, i danari, sprecarli, impiegarli male; gettare sul lastrico, ridurre in miseria; gettare le reti, calarle per la pesca; gettare a mare, scagliare fuori bordo e, fig., abbandonare al proprio destino; gettare polvere negli occhi, fare mostra di una certa attività o intenzione per ingannare qualcuno; gettare luce su qualche cosa, svelarne il significato, le implicazioni; gettare le fondamenta, costruirle e, fig., porre le basi di un'opera, di un'attività; gettare la colpa addosso a qualcuno, indicare qualcuno come responsabile di un'azione; gettare uno sguardo su qualche cosa, guardarla di sfuggita; gettare l'occhio su qualche cosa, desiderare di impadronirsene; rifl., lanciarsi, proiettarsi: si gettò nel vuoto; gettarsi sulla poltrona, sul letto, abbandonarsi pieni di stanchezza; gettarsi in un'impresa, in una mischia, impegnarsi con coraggio e senza esitazione; gettarsi alle ginocchia, ai piedi di qualcuno, pregarlo o ringraziarlo umilmente.

2) Emettere, mandar fuori: quella sorgente getta un'acqua purissima; il vulcano non getta più fumo da 100 anni; emanare, esalare: quel glicine getta un profumo penetrante.

3) Riversare idoneo materiale in forme preparate per la costruzione di opere di getto: gettare statue, campane, cannoni.

4) Intr. (aus. avere), versare: la sorgente è esaurita, non getta più; germogliare: quest'anno le rose non hanno gettato.

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