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ghiàndola

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Definizione

sf. [sec. XIX; latino glandŭla, dim. di glans glandis, ghianda]. Organo formato da una singola cellula (ghiandola unicellulare) o da epitelio ghiandolare (ghiandola pluricellulare), specificamente differenziato per l'elaborazione e la secrezione verso l'esterno di sostanze quali enzimi, proteine, mucopolisaccaridi, ormoni, lipidi.

Anatomia umana: struttura

Le ghiandole possono aver struttura, forma e volume assai variabili: talune sono microscopiche e formate da una o poche cellule (per esempio le ghiandole sebacee), altre presentano struttura complessa e dimensioni più cospicue come il fegato o il rene. Embriologicamente derivano, per lo più, dall'ectoderma o dall'endoderma, da cui possono poi anche separarsi nelle successive fasi di sviluppo, talvolta (come la porzione corticale delle ghiandole surrenali) anche dal mesoderma. Fondamentalmente le ghiandole vengono distinte in endocrine (o ghiandole a secrezione interna), che immettono il secreto negli umori circolanti nell'organismo, e in esocrine (o ghiandole a secrezione esterna), che lo immettono in una superficie libera (per esempio sulla pelle, come le ghiandolesudoripare, o in una cavità dell'organismo, come le ghiandole gastriche)..

Anatomia umana: ghiandole endocrine

Le ghiandole endocrine sono: l'ipofisi, l'epifisi, la tiroide, le paratiroidi, il timo, le surrenali, nonché talune formazioni ghiandolari contenute nel tessuto interstiziale degli ovari e dei testicoli e, nel pancreas, le isole di Langerhans. In base alla loro struttura, le ghiandole endocrine si distinguono poi in ghiandole “a vescicole” (tiroide), nelle quali gli ormoni si accumulano prima di essere immessi nel sangue, e in ghiandole “a cordoni epiteliali pieni” (paratiroidi), dalle quali il prodotto secreto fluisce direttamente in circolo.

Anatomia umana: ghiandole esocrine

Le ghiandole esocrine presentano tra loro differenze assai notevoli per struttura e attività biologica; hanno invece in comune il fatto di derivare dall'epitelio di rivestimento in seguito a un processo di gemmazione o di invaginazione; possono trovarsi nello spessore dell'epitelio stesso (ghiandole interparietali dell'uretra) o in profondità nei tessuti sottostanti (per esempio il fegato), nel qual caso sono dotate di un condotto escretore più lungo , che dalla parte secernente della ghiandola sbocca sulla superficie del rivestimento epiteliale. L'innervazione delle ghiandole consiste in finissime ramificazioni di plessi nervosi, che si distribuiscono attorno alla parte ghiandolare secernente, in tal modo stimolata o inibita. Anche l'irrorazione sanguigna, che avviene attraverso una fine rete di capillari o di piccoli vasi, esercita una funzione di controllo sull'attività secretiva, oltre che un'attività nutritizia. Le ghiandole esocrine sono in genere dei diverticoli del tessuto epiteliale, a forma di cavità o di tubo a fondo cieco, semplice o ramificato; risultano annesse alla pelle, ai peli, all'apparato digerente, agli organi genitali, ecc. La loro denominazione deriva dalla loro sede (ghiandole palpebrali, areolari, ascellari, gastriche, piloriche, intestinali, anali, uretrali, vaginali, ecc.), oppure dal tipo di secrezione (ghiandole salivari, sebacee, sudoripare, ecc.) o dal nome di chi le scoprì e descrisse (ghiandole di Bartolino, di Lieberkuhn, Meibomio, ecc.). Possono esser distinte in più tipi, in base alla loro forma e struttura, alla natura del loro prodotto e alle modalità di secrezione. Secondo la loro forma possono essere classificate in: semplici, se dotate di un condotto non ramificato; ramificate, se la parte secernente è ramificata; composte, quando è ramificata sia la parte secernente sia il canale escretore. Secondo la loro struttura, invece, esse vengono definite di tipo alveolare (se il lume ghiandolare ha forma di ampolla), otricolare (se dotate di un tubulo dal lume dilatato e fornito di cavità sacciformi), tubolare (se costituite da un tubo a fondo cieco da una parte e aperto verso l'esterno dall'altra), tubulo-alveolare o acinose (quando presentano una struttura che è alveolare, con compiti secretori, e insieme tubulare, che risulta avere funzione essenzialmente escretoria). Possono anche essere classificate in base alla natura del loro prodotto di secrezione, se producono cioè un secreto chiaro e fluido (sierose), vischioso contenente mucina (mucose o mucipare), o sostanze grasse (lipoidee); si dicono poi ghiandole miste quelle di tipo sieroso e mucoso contemporaneamente. In base alle modalità di secrezione sono distinte in: olocrine, caratterizzate dal fatto che le cellule epiteliali secernenti si disintegrano, venendo a far parte del secreto stesso, mentre elementi cellulari neoformati vengono a sostituirle; merocrine (ghiandole salivari), in cui le cellule eliminano il prodotto di secrezione in forma di granuli, senza subire processi di trasformazione; apocrine, che eliminano insieme alla sostanza secreta anche la parte di citoplasma cellulare situata sulla superficie libera del lume ghiandolare (ghiandole sudoripare e mammarie).

Zoologia

Molti organismi animali, e non solo i Mammiferi, sono provvisti di ghiandole con funzioni specifiche, come le ghiandole endoepiteliali (cellule mucipare) della mucosa intestinale o dell'epidermide dei Vertebrati acquatici, le ghiandole velenose di vari Pesci, Anfibi e Rettili, le ghiandole odorifere degli Insetti, le ghiandole sericee degli Aracnidi, ecc. Le ghiandole antennali, mascellari, coxali sono organi di natura celomatica presenti negli Artropodi e preposti all'escrezione: malgrado la denominazione, non sono vere e proprie ghiandole ma vescicole la cui parete filtra selettivamente dall'emocele sia cataboliti proteici e sali.

Botanica

Le ghiandole si trovano anche in organismi vegetali e constano di cellule o gruppi di cellule secernenti presenti sull'epidermide (annesse a peli o tessuti) o più spesso fra i parenchimi di molte piante (per esempio intorno ai canali resiniferi di Pinus). Nel caso di strutture pluricellulari, le ghiandole possono avere origine schizogena, cioè derivare da cellule che si distanziano fra loro lasciando un lume in cui riversano i secreti, o lisigena, cioè derivare da cellule che si distruggono liberando così i secreti. Le sostanze più comuni prodotte dalle ghiandole vegetali sono le resine e gli oli essenziali.