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giallo

agg. e sm. [sec. XIII; dal francese ant. jalne, risalente al latino galbínus, giallastro].

1) Agg., di colore corrispondente alle lunghezze d'onda comprese tra 5700 e 5800 ångstrom; è intermedio tra l'arancione e il verde, simile a quello dell'oro o del limone: vestito giallo, fiore giallo; viso giallo, pallido, smorto; farina gialla, farina di granoturco; terra gialla, ocra; metallo giallo, oro; bandiera gialla, quella issata sulle navi per indicare la presenza a bordo di malattie infettive; febbre gialla. Fig., romanzo, film giallo, poliziesco; razza gialla, mongolica; sindacati gialli, quelli costituiti in Francia e in Germania per combattere i sindacati rossi socialisti; per estensione, ogni forma di sindacato padronale.

2) Sm., il colore stesso: giallo paglierino, dorato, ambrato; parte gialla di qualche cosa, sostanza gialla: il giallo dell'uovo, il tuorlo; nome di numerose varietà di marmo: giallo di Siena, di Segesta, ecc. Fig., romanzo, film, lavoro teatrale di argomento poliziesco: sto leggendo un giallo molto violento; anche caso poliziesco intricato e di difficile soluzione. § In chimica indica genericamente i pigmenti e i coloranti inorganici e organici di colore giallo. Tra quelli inorganici i più noti sono: il giallo di cromo, PbCrO4, di colore giallo-dorato, usato in pittura e per carte da parati; il giallo di zinco, sale doppio di formula 3ZnCrO4∤K₂Cr₂O7, di colore giallo-verde, usato specialmente per colori a olio; il giallo di uranio, costituito da uranato di sodio, usato nell'industria ceramica e per la preparazione di vetri fluorescenti. Tra le sostanze organiche hanno importanza: il giallo solido, del gruppo degli azocomposti, impiegato per la tintura della lana e della seta; il giallo di acridina, colorante dotato di proprietà antisettiche; il giallo di alizarina, usato per la tintura della lana mordenzata con il cromo.

3) Individuo appartenente alla razza mongolica.

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