giardìasi

sf. [dal nome del genere Giardia]. Malattia infettiva e contagiosa, detta anche lambliasi, sostenuta da Giardia (=Lamblia) intestinalis. L'infezione è diffusa in tutto il mondo, in particolare nelle zone con scarse risorse sanitarie e interessa soprattutto i bambini. Essa si trasmette attraverso la diffusione delle cisti per via oro-fecale, direttamente, come tra i bambini e i partner sessuali, o indirettamente, attraverso i cibi e l'acqua. La sintomatologia è polimorfa: spesso è quella di un'enterite con diarrea, feci giallo-ocra-verdastre; talora quella di una sindrome entero-epatica, oppure di una forma anemica o anche di un quadro allergico. L'unico criterio diagnostico attendibile è la ricerca del parassita nelle feci o nelle secrezioni duodenali. La terapia si basa sull'uso della chinacrina, assai efficace, ma che può dare disturbi gastroenterici e, raramente, psicosi tossica. Meglio tollerato è il metronidazolo. Altro farmaco utilizzabile è il furazolidone, meno efficace, ma più maneggevole nei bambini perché disponibile in sospensione.

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