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ginnàsio

sm. [sec. XVI; dal latino gymnasíum, risalente al greco gymnásion, da gymnós, nudo].

1) Luogo in cui i Greci praticavano, nudi (gymnoi), gli esercizi ginnici, divenuto dalla fine del sec. V a. C. anche centro di cultura e di istruzione. Dapprima semplice pista cosparsa di sabbia (Platanistás di Sparta), quindi giardino, talora circondato da un peribolo (Accademia, Liceo e Cinosarge in Atene), il ginnasio acquistò una sua fisionomia architettonica – di cui la palestra costituisce l'elemento essenziale – in età ellenistica (ginnasio di Delfi, ca. 330 a. C.). La pianta-tipo del ginnasio venne realizzata prima della fine del sec. III a Olimpia (corte a peristilio delimitata da quattro edifici, quattro portici, propileo monumentale, ambiente per i bagni). Notevoli sono pure i ginnasi di Delo e di Pergamo (il più ampio e completo fra quelli a noi noti) del sec. III a. C.

2) In età moderna, tipo di corso scolastico d'indirizzo classico variamente articolato secondo gli Stati. Scuole ginnasiali furono istituite nel Medioevo dalla Chiesa e dalle città che, dopo la Riforma, sostituirono i ginnasi alle scuole cattoliche. In Italia la legge Casati (1859) articolò il ginnasio in un triennio inferiore, al quale si era ammessi dopo la licenza elementare, previo esame di Stato, e in un biennio superiore dal quale, dopo un esame, si accedeva al triennio liceale. Dopo la riforma Gentile, che creva il liceo scientifico, e veniva introdotto l'esame finale di stato, ritoccata da Bottai (riforma della scuola media), con l'istituzione della scuola media unica (1962) il triennio inferiore è stato soppresso, mentre continua a sussistere il biennio superiore. Con l'abolizione dell'esame di licenza ginnasiale (1969) il ginnasio, pur mantenendo la denominazione tradizionale, è da considerarsi organicamente inserito nel corso di studi quinquennali del liceo classico.

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