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globulina

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Descrizione generale

sf. [sec. XIX; da globulo, sul modello del francese globuline]. Sostanza proteica presente assieme alle albumine nelle cellule animali e vegetali. Le globuline si differenziano dalle albumine per il minore contenuto in zolfo e, soprattutto, per essere insolubili in acqua distillata e solubili nell'acqua contenente tracce di elettroliti, da cui vengono precipitate con soluzioni semisature di solfato d'ammonio. Le soluzioni acquose di globulina si comportano come acidi deboli e sono coagulabili al calore. Tra le globuline animali vi sono la miosina dei muscoli, la tireoglobulina prodotta dalla ghiandola tiroide, la lattoglobulina del latte, il fibrinogeno, le globuline del plasma sanguigno e del cristallino; esempi di globuline di origine vegetale sono l'edestina dei semi di canapa, la faseolina dei fagioli, la glicinina della soia. Le globuline del plasma sanguigno sono prodotte in gran parte dal fegato e secondariamente dai tessuti linfatici.

I componenti e le loro funzioni

Le globuline non costituiscono una frazione omogenea per cui con varie tecniche di separazione si possono distinguere almeno quattro frazioni: α₁-, α₂-, β- e γ-globuline. Nel soggetto normale il rapporto di concentrazione tra le suddette frazioni è abbastanza costante, mentre modificazioni caratteristiche si possono avere in differenti malattie. Le α₁-globuline e una parte delle β-globuline hanno la funzione di trasportare nel sangue lipidi, steroidi e carotenoidi in complessi lipoproteici idrosolubili. Le α₂-globuline si trovano nel plasma sotto forma di glicoproteine e alcune di esse, come la ceruloplasmina, sono deputate al trasporto degli oligoelementi in veste di complessi metallo-proteici. Nella frazione γ-globulinica sono contenute le proteine con carattere di anticorpi, le quali svolgono pertanto funzioni di carattere immunitario. Le α-globuline aumentano nel corso di numerose malattie infettive, nelle malattie del collageno (per esempio artrite reumatoide), nel diabete, nell'ipertiroidismo. Le β-globuline aumentano nelle epatopatie, nella sarcoidosi, nella sclerosi multipla; le γ-globuline nel mieloma multiplo e nelle malattie infettive a decorso cronico, quali la tubercolosi polmonare, la sifilide terziaria, l'epatite cronica evolutiva. Mediante separazione elettroforetica del siero umano proveniente da grandi collettività di donatori si ottiene una frazione γ-globulinica contenente concentrazioni varie di anticorpi immunizzanti.

Le applicazioni terapeutiche

Preparati di questo tipo trovano impiego nella profilassi e nella terapia del morbillo, della poliomielite, della rosolia, dell'epatite virale e di altre malattie infettive. Esistono inoltre in commercio sieri contenenti elevate quantità di specifiche globuline anticorpali, detti “sieri iperimmuni”, i quali provengono dal sangue di soggetti che hanno superato una determinata malattia infettiva o che sono stati vaccinati contro di essa: per esempio, il siero iperimmune antivaioloso ottenuto dal sangue di individui vaccinati positivamente contro il vaiolo. Ulteriori indicazioni cliniche delle globuline sono la prevenzione e la terapia antinfettiva nei soggetti il cui organismo non è in grado di produrre adeguate quantità di anticorpi.