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glutatióne

sm. [da gluta(mmico)+greco thêion, zolfo+-one]. Composto organico contenuto nella maggior parte delle cellule animali e vegetali. È strutturalmente un tripeptide, formato da glicocolla, cisteina e acido glutammico. In forma semplice e come coenzima di vari fermenti, interviene in numerosi processi ossidoriduttivi del metabolismo cellulare. Esso, infatti, per la presenza di un gruppo –SH nella molecola, costituisce una sostanza facilmente auto-ossidabile per reazione diretta con l'ossigeno molecolare. Previa cessione di un atomo di idrogeno all'ossigeno, due molecole di glutatione si riuniscono a livello dell'atomo di zolfo formando un complesso Glut-S-S-Glut, detto glutatione ossidato. Tale processo è reversibile, cosicché il glutatione ossidato assume facilmente un atomo di idrogeno trasformandosi in glutatione ridotto, in presenza dell'enzimaglutatione-reduttasi.

La carenza congenita o acquisita di glutatione e di glutatione-reduttasi nei globuli rossi provoca il loro precoce invecchiamento per via di un anomalo metabolismo ossidativo dei carboidrati e per l'alterata funzione di trasporto dell'emoglobina; a tale stato di carenza eritrocitaria è legata una particolare forma di anemia emolitica. Il glutatione viene talora adoperato in terapia come agente antitossico, allo scopo di impedire attraverso un meccanismo competitivo la fissazione di determinati veleni ai gruppi –SH delle proteine tessutali e di alcuni enzimi.

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