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gongorismo

sm. [sec. XIX; dal nome del poeta Góngora]. Maniera poetica ispirata dallo stile del poeta barocco spagnolo Luis de Góngora e in particolare dai suoi poemi maggiori: le Soledades e il Polifemo. Come il coevo Marino in Italia, Góngora ebbe molti imitatori in Spagna e nell'America spagnola, non meno che feroci avversari e detrattori, nel corso del sec. XVII (vedi culteranesimo); mentre i due secoli seguenti ne danno un giudizio critico meno passionale ma non perciò meno negativo. Solo con le avanguardie e in particolare con la Generazione del '27 si ha la resurrezione di Góngora e una rivalutazione del gongorismo come stile poetico originale e moderno, mettendone in rilievo soprattutto il culto della metafora nuova e audace, l'indifferenza per i contenuti della poesia e l'instancabile creazione di un linguaggio colto, raffinato e pregnante, del tutto libero da preoccupazioni logiche ed esplicative. Poesia di “cose” (non di sentimenti, idee o tesi) dominate dal magistero totale del poeta-demiurgo, il gongorismo non poteva non piacere ai poeti del rinnovamento novecentesco.

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