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govèrno

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Lessico

sm. [sec. XIV; latino gubernum, propr. timone della nave].

1) Ant., timone.

2) L'atto, il modo e l'ufficio di governare in varie accezioni specifiche: A) guida di un'imbarcazione. B) Guida, sia politica sia morale, di uno Stato, di una comunità religiosa e simili; assumere il governo, accettare la massima carica politica (in Italia quella di presidente del Consiglio); andare al governo, sedere al governo; combattere contro il mal governo, contro i suoi abusi. C) Organo costituzionale che esercita la funzione esecutiva e amministrativa e dà un indirizzo politico alla nazione: governo socialista, governo tripartito. In senso spregiativo: governo fantoccio, quello agli ordini di un partito, di un dittatore, di un'ideologia. D) Cura, assistenza di qualcuno o di qualche cosa; amministrazione, gestione. E) In silvicoltura, governo boschivo, sistema mediante il quale si ottengono la riproduzione, il rinnovamento o la rigenerazione di un bosco. Le forme di governo sono: la fustaia, il ceduo e il ceduo composto, quest'ultimo costituito dalla combinazione dei due precedenti. F) In informatica, organo di un elaboratore che determina l'interpretazione e l'esecuzione delle istruzioni nella sequenza prevista, dopo aver predisposto i circuiti dell'elaboratore per l'esecuzione dell'istruzione decodificata.

Diritto

L'indirizzo politico del governo è in compartecipazione con il Parlamento, il presidente della Repubblica, i partiti politici e in ultima analisi con il corpo elettorale. Secondo la Costituzione italiana, il governo è a regime “parlamentare” e viene nominato dal presidente della Repubblica; può governare solo se ha ottenuto e continua a godere la fiducia del Parlamento, di fronte al quale è responsabile. Il governo è costituito dal presidente del Consiglio dei Ministri e dai ministri; il presidente del Consiglio è nominato dal presidente della Repubblica e propone a questi i ministri che dallo stesso vengono nominati. Prima di nominare il capo del governo, il presidente della Repubblica si consulta con le più alte cariche dello Stato (ex presidenti della Repubblica e presidenti dei due rami del Parlamento) e i maggiori esponenti del mondo politico (presidenti dei gruppi parlamentari e segretari dei partiti politici). La persona invitata dal presidente della Repubblica ad assumere le funzioni di capo del governo generalmente accetta con “riserva” e attraverso consultazioni con le varie forze politiche valuta le possibilità di avere la necessaria maggioranza in Parlamento. Una volta accettato, senza riserve, il proprio incarico e dopo aver scelto i ministri, il capo del governo presta assieme ai ministri giuramento nelle mani del presidente della Repubblica. Entro 10 giorni, però, il nuovo governo deve presentarsi alle Camere, per ottenerne la fiducia. Nel periodo interinale può compiere solo gli atti di ordinaria amministrazione. La fiducia espressa dal Parlamento rimane per il governo un elemento essenziale per tutto il periodo in cui esercita le sue funzioni. Oltre a questa responsabilità del governo di fronte al Parlamento, il presidente del Consiglio e i ministri sono responsabili per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni e sono messi in stato d'accusa dal Parlamento in seduta comune e giudicati dalla Corte Costituzionale, integrata ai sensi dell'art. 135 della Costituzione. Nell'ambito dello stesso istituto repubblicano, oltre alla forma parlamentare, si può avere anche un governo presidenziale, quando suo capo è lo stesso presidente della Repubblica. Secondo la dottrina moderna si definisce invece “Stato monarchico” quello che ha come suo capo “un organo individuale non rappresentativo”. Questo ha un governo assoluto quando il capo dello Stato accentra ed esercita ogni potere; un governo costituzionale se invece il monarca governa assieme ad altri poteri, ognuno competente all'esercizio della sovranità secondo una precisa giurisdizione. § Governo ombra, istituto costituito dai membri più rappresentativi dell'opposizione, nell'ambito del sistema bipartitico britannico. Esso contempla tutte le cariche dal premier ai vari ministri ed è pronto ad assumere il potere allorché nuove elezioni gli garantiscano la maggioranza.

Sociologia

La sociologia politica contemporanea, sulle orme di M. Weber, analizza il governo sotto due profili: in quanto oggetto del conflitto sociale (lotta per il controllo delle sedi decisionali del potere politico) e come sede della distribuzione del potere e dell'autorità circolanti nel corpo sociale. Nel primo caso, parliamo di approccio strutturale: il governo è concepito come una risorsa contesa da soggetti in conflitto ed è indissociabile dal sistema politico. Nel secondo caso, prevale una lettura normativa, più attenta alla definizione delle regole del gioco e della loro coerenza con i fini e i valori sociali. Muovendo da questa distinzione generale si sono sviluppate le tipologie classiche delle forme di governo. Fra le più importanti per il pensiero politico-sociale le tre costituzioni aristoteliche, l'opposizione monarchia/repubblica individuata da N. Machiavelli, il concetto di potere centralizzato di Th. Hobbes, i regimi e la necessaria bilancia dei poteri di Ch. Montesquieu. Preoccupazione della scuola sociologica del Novecento (M. Weber, K. Mannheim) è stata però anche quella di storicizzare la nozione di governo, rifuggendo dalle classificazioni astratte che non rendono conto della ricchezza e della varietà dei contesti politici, economici e culturali in cui si sviluppa l'esercizio del potere politico regolato nelle società complesse della modernità.

Informatica

In un moderno elaboratore si distinguono il governo del programma e il governo di entrata/uscita. Il primo interpreta ed esegue le istruzioni archiviate nella memoria principale, aggiorna registri e indicatori, esegue i necessari controlli, comunica con l'organo di controllo delle unità di entrata/uscita, gestisce il sistema di interruzioni. Il governo di entrata/uscita presiede alle relative operazioni e comunica con le unità periferiche mediante i canali di scambio dati. All'inizio di un'operazione di entrata/uscita il governo memorizza gli estremi dell'operazione e affida il controllo funzionale dell'operazione agli organi di entrata/uscita e l'elaboratore è libero di svolgere altri compiti fino a quando l'operazione stessa non ha termine. Per il collegamento al sistema di elaborazione delle varie unità periferiche si impiega un governo detto appunto di unità periferiche; esso può essere incorporato nelle singole unità, oppure costituire un organo a parte e presiedere al funzionamento di più unità dello stesso tipo.